venerdì 1 aprile 2016

Zaha Hadid, una stella di spietata bellezza


Zaha Hadid non mi è mai piaciuta come architetto.
La sua visone del progetto è molto lontana dal mio mondo e dal mio modo di vedere l'architettura. 
Spesso ho trovato i suoi progetti, se pur ammalianti visivamente ed irresistibili per la stampa, puri esercizi di stile, dove una maestra faceva vedere al mondo quale fosse il suo valore e come fosse brava nel suo mestiere.
Detto questo non si può non considerare la Hadid una figura chiave per l'architettura contemporanea, non per i suoi edifici, ma per il suo modo di pensare che ha stravolto il pensiero architettonico dormiente degli anni '80.
Se oltre oceano Gehry si affidava alla pop-art per ridare linfa vitale al mondo dell'architettura, impoverito da anni post-modern, in Europa erano due le figure principali che intraprendevano questo percorso, Rem Koolhaas e appunto Zaha Hadid.
Il periodo a cavallo tra gli anni '80 e i '90 saranno proprio le idee di queste tre figure a far ripartire il dibattito culturale intorno al mondo dell'architettura che sembrava destinato ad una ripetizione univoca di un modello standardizzato.
L'unione della cultura araba con quella europea ha sempre dato alla Hadid un altro punto di vista rispetto ad altri architetti a lei vicini. Non è un caso che l'inizio della sua carriera sia legato soprattutto al mondo dell'insegnamento.
Prima di costruire edifici andavano costruite idee o forse per meglio dire andavano distrutte le idee vecchie. 
A differenza di Koolhaas che rimarrà molto più legato all'aspetto teorico della professione, Zaha Hadid riuscirà a dar forma (letteralmente) alle sue visioni architettoniche, anche grazie ad un salto tecnologico e tecnico che le ha permesso di liberare le sue architetture dalle regole del peso e della gravità.
Parlare oggi, il giorno dopo la sua prematura morte, delle sue opere sarebbe fin troppo facile, mi piace invece ricordare le sue idee e come queste siano servite per avere l'Architettura contemporanea.

Zaha Hadid non era un "ArchiStar", ma piuttosto una Stella di spietata bellezza. Oggi ci lascia, ma resterà con noi grazie ad una lunga traccia di luce, di idee disegnate e forme costruite.
Stefano Boeri



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