giovedì 26 novembre 2015

Nuovo ponte sul Tamigi - parte terza


Ne parliamo da febbraio, ma solamente oggi sono usciti i risultati definitivi del concorso per il ponte pedonale e ciclabile nella parte ovest di Londra.
Le immagini che vedete fanno riferimento al progetto dello studio danese Bystrup Architecture Design and Engineering che ha lavorato con Robin Snell & Partners e Sven Ole Hansen.
Il ponte viene rappresentato con una struttura molto esile e minimale, alle due estremità la campata viene connessa con le sponde con delle rampe a spirale che permettono ospitano sia il percorso per i pedoni che quello per le biciclette.
Il ponte sarebbe dovuto diventare il primo ponte senza auto della capitale inglese, in realtà nei mesi è emerso anche un altro ponte pedonale/ciclabile progettato tra Canary Wharf e Rotherhithe, sarà interessante vedere quale dei due sarà inaugurato per primo e si aggiudicherà questo singolare primato.

mercoledì 18 novembre 2015

Una nuova torre verde a New York


Il Bosco Verticale, oltre ad essere stato premiato in tutto il mondo, ha lanciato un nuovo standard per la concezione dei grattacieli di nuova generazione, come possiamo vedere in una serie di progetti che stanno vedendo la luce ultimamente, di cui quello che vi presentiamo non fa eccezione.
Lo studio ODA di New York ha presentato il progetto per un nuova torre residenziale nella parte est di Manhattan, la città negli ultimi hanno ha visto sorgere un crescente numero di grattacieli di appartamenti che si vanno ad aggiungere ai molti già esistenti.
Lo studio americano ha sicuramente guardato per la progettazione al teorema del 1909, che prevedeva la realizzazione di più territori sub-urbani in un unico lotto urbano, idea analizzata anche anche da Rem Koolhaas nel libro Delirious New York. L'idea di partenza ha poi subito l'influenza del progetto di Boeri per Milano.
Nella parte alta del grattacielo i livelli vengono distanziati tra di loro e formando una serie di vuoti che diventano spazi verdi a servizio degli appartamenti, undici dei quarantaquattro alloggi hanno quindi un spazio esterno privato. Questi "piani mancanti" hanno un'altezza di 5 metri che permette quindi la crescita di veri e proprio alberi al proprio interno, la struttura portante del grattacielo è stata studiata per ridurre al minimo la resistenza al vento che a quelle altezze (la sommità del grattacielo raggiunge i 200 metri) diventa una criticità notevole.
Il risultato finale è quello di un edificio snello, reso ancora più longilineo dai vuoti che si intensificano all'aumentare dell'altezza e che quasi smaterializzano l'intera struttura.

martedì 3 novembre 2015

Megastruttura a base di cerchi


Gli architetti cileni Mauricio Pezo e Sofia von Ellrichshausen hanno presentato ad una mostra che si sta tenendo in Repubblica Ceca, il loro concept per una megastruttura composta da 100 cerchi.
I due architetti hanno lavorato insieme agli studenti del Technical University di Liberec sul progetto chiamato Infinite Motive, che immaginava strutture architettoniche composte esclusivamente da cerchi di varia grandezza.
Secondo i progettisti lo scopo di questo progetto è quello di investigare sulla capacità di creare architettura sperimentale ripetendo singoli elementi geometrici, in questo caso il cerchio.
I due sono partiti da una serie di disegni preparatori con configurazioni che variavano da 10 a 100 cerchi; in seguito hanno realizzato un modello in cartone che è diventato elemento centrale della mostra.
La distribuzione randomica degli elementi ed il loro variare di grandezza ha creato una serie di vani di forma e dimensioni diverse ma tutte basate sulle possibili combinazioni di cerchi.
Per trasformare quella che poteva essere una scultura minimalista, in un prototipo di architettura sono state inserite le porte per connettere i vari ambienti e le persone in scala.
L'aspetto più interessante deriva dalle fotografie dell'opera, ad una prima impressione potrebbe sembrare un'installazione temporanea all'interno di un ampio spazio inutilizzato; solamente guardando le immagini più ampie si capisce che quello che abbiamo di fronte è un modello in scala.
L'esperienza è sicuramente riuscita e il risultato finale è degno di nota oltre che un ottimo spunto di riflessione sull'architettura realizzata partendo da forme geometriche basilari.