lunedì 14 dicembre 2015

Il ritorno della carta da parati




La carta da parati, negli ultimi anni, sta tornando prepotentemente nel mondo dell'interior design; già le case degli anni '70 sfoggiavano tappezzerie le cui fantasie erano spesso e volentieri discutibili ma comunque ricoprivano le pareti delle varie stanze dell'appartamento.
In realtà non ci siamo mai, completamente, allontanati dalla carta da parati. Probabilmente è difficile da incontrare nelle case che frequentiamo, ma basta cercare sul web per rendersi conto che quel mondo fatto di pattern, tessuto non tessuto o dipinto a mano da artigiani giapponesi è sempre vivo e, oggettivamente, meraviglioso.
Se l'obiettivo è trasformare ambienti, sia residenziali che commerciali, la carta da parati risulta essere una soluzione ottima in termini di qualità, fatica e risultato finale, permettendoci di ottenere risultati impossibili da realizzare con la pittura classica anche da parte di artigiani professionali, inoltre chi non vorrebbe avere degli eleganti pellicani rosa sulla parete della propria camera? Così come propone il sito Feathr.
Con l'evoluzione tecnologica e grafica a livello di pattern e texture geometriche le possibilità di utilizzo della carta da parati si sono moltiplicate, così come le aziende nel settore, spesso affiancate da designer conosciuti; Pattermash ad esempio ogni mese propone una selezione di motivi creati ad hoc.
Le alternative anche per chi cerca soluzioni più classiche e decisamente più nell'ottica della tradizione non mancano, ad esempio la ditta inglese William Morris, attiva dal 1860, che propone colori delicati e disegni essenziali prendendo come riferimenti le case nobiliari dell'ottocento.
Insomma le soluzioni possono essere diverse ed in grado di adattarsi ad ogni ambiente ed ogni destinazione d'uso non resta che scegliere quella più adatta.

venerdì 4 dicembre 2015

Mercato culturale a Getafe


Lo studio spagnolo A-cero, abitualmente impegnato nella costruzione di residenze private, ha realizzato la riqualificazione di questo mercato a Getafe, una città alle porte di Madrid.
L'idea parte dalla volontà di riconvertire il grande vuoto lasciato dal mercato municipale, chiuso ormai da anni e situato nella piazza principale dove sorge anche il municipio cittadino; l'edificio giaceva in uno stato di totale abbandono e l'amministrazione ha deciso quindi di riconvertire lo spazio in un centro culturale multifunzionale.
Il lotto di forma rettangolare ha una superficie di 510 metriquadrati ed è composto da due edifici distinti che nel progetto vengono raccordati tra di loro. 
L'ex-mercato ha mantenuto lo spazio originale caratterizzato da un volume centrale a grande altezza disegnato da una serie di travi reticolari portate a vista ed esaltate nel nuovo progetto; il piano terreno è stato pensato come spazio espositivo modulabile affiancato da magazzini ed ambienti di servizio, Il piano superiore invece ospita spazi per la lettura, delle classi ed aree comuni.
Nel progetto il contrasto tra la parte esistente ed il nuovo intervento è netto, anche per marcare la differenza funzionale dei nuovi spazi. La facciata ci fa leggere l'architettura come un oggetto altamente tecnologico, tema questo molto caro allo studio di architettura spagnolo; le strisce di alluminio esterne riprendono la scansione delle travi interne che viene ulteriormente messa in evidenza dall'illuminazione notturna dell'edificio.


giovedì 26 novembre 2015

Nuovo ponte sul Tamigi - parte terza


Ne parliamo da febbraio, ma solamente oggi sono usciti i risultati definitivi del concorso per il ponte pedonale e ciclabile nella parte ovest di Londra.
Le immagini che vedete fanno riferimento al progetto dello studio danese Bystrup Architecture Design and Engineering che ha lavorato con Robin Snell & Partners e Sven Ole Hansen.
Il ponte viene rappresentato con una struttura molto esile e minimale, alle due estremità la campata viene connessa con le sponde con delle rampe a spirale che permettono ospitano sia il percorso per i pedoni che quello per le biciclette.
Il ponte sarebbe dovuto diventare il primo ponte senza auto della capitale inglese, in realtà nei mesi è emerso anche un altro ponte pedonale/ciclabile progettato tra Canary Wharf e Rotherhithe, sarà interessante vedere quale dei due sarà inaugurato per primo e si aggiudicherà questo singolare primato.

mercoledì 18 novembre 2015

Una nuova torre verde a New York


Il Bosco Verticale, oltre ad essere stato premiato in tutto il mondo, ha lanciato un nuovo standard per la concezione dei grattacieli di nuova generazione, come possiamo vedere in una serie di progetti che stanno vedendo la luce ultimamente, di cui quello che vi presentiamo non fa eccezione.
Lo studio ODA di New York ha presentato il progetto per un nuova torre residenziale nella parte est di Manhattan, la città negli ultimi hanno ha visto sorgere un crescente numero di grattacieli di appartamenti che si vanno ad aggiungere ai molti già esistenti.
Lo studio americano ha sicuramente guardato per la progettazione al teorema del 1909, che prevedeva la realizzazione di più territori sub-urbani in un unico lotto urbano, idea analizzata anche anche da Rem Koolhaas nel libro Delirious New York. L'idea di partenza ha poi subito l'influenza del progetto di Boeri per Milano.
Nella parte alta del grattacielo i livelli vengono distanziati tra di loro e formando una serie di vuoti che diventano spazi verdi a servizio degli appartamenti, undici dei quarantaquattro alloggi hanno quindi un spazio esterno privato. Questi "piani mancanti" hanno un'altezza di 5 metri che permette quindi la crescita di veri e proprio alberi al proprio interno, la struttura portante del grattacielo è stata studiata per ridurre al minimo la resistenza al vento che a quelle altezze (la sommità del grattacielo raggiunge i 200 metri) diventa una criticità notevole.
Il risultato finale è quello di un edificio snello, reso ancora più longilineo dai vuoti che si intensificano all'aumentare dell'altezza e che quasi smaterializzano l'intera struttura.

martedì 3 novembre 2015

Megastruttura a base di cerchi


Gli architetti cileni Mauricio Pezo e Sofia von Ellrichshausen hanno presentato ad una mostra che si sta tenendo in Repubblica Ceca, il loro concept per una megastruttura composta da 100 cerchi.
I due architetti hanno lavorato insieme agli studenti del Technical University di Liberec sul progetto chiamato Infinite Motive, che immaginava strutture architettoniche composte esclusivamente da cerchi di varia grandezza.
Secondo i progettisti lo scopo di questo progetto è quello di investigare sulla capacità di creare architettura sperimentale ripetendo singoli elementi geometrici, in questo caso il cerchio.
I due sono partiti da una serie di disegni preparatori con configurazioni che variavano da 10 a 100 cerchi; in seguito hanno realizzato un modello in cartone che è diventato elemento centrale della mostra.
La distribuzione randomica degli elementi ed il loro variare di grandezza ha creato una serie di vani di forma e dimensioni diverse ma tutte basate sulle possibili combinazioni di cerchi.
Per trasformare quella che poteva essere una scultura minimalista, in un prototipo di architettura sono state inserite le porte per connettere i vari ambienti e le persone in scala.
L'aspetto più interessante deriva dalle fotografie dell'opera, ad una prima impressione potrebbe sembrare un'installazione temporanea all'interno di un ampio spazio inutilizzato; solamente guardando le immagini più ampie si capisce che quello che abbiamo di fronte è un modello in scala.
L'esperienza è sicuramente riuscita e il risultato finale è degno di nota oltre che un ottimo spunto di riflessione sull'architettura realizzata partendo da forme geometriche basilari.

giovedì 29 ottobre 2015

Tennis Club in Olanda


Lo studio olandese MVRDV è stato chiamato a progettare questo piccolo edificio a servizio di un tennis club ad Amsterdam. La struttura dei campi si trova su un'isola artificiale che ospitava già 10 campi e una scuola di tennis; la richiesta posta agli architetti è stata quella di costruire un blocco che contenesse gli spogliatoi ed uno spazio conviviale, oltre ad una piccola tribuna per il pubblico che intende assistere alle partite.
Nel progetto le due funzioni si vanno a sommare ed integrare tra di loro formando un unico oggetto architettonico.
Il volume infatti viene plasmato per permettere di accedere al tetto dello stesso che si trasforma così in una tribuna gradonata in grado di accogliere gli spettatori. Se da una parte il tetto scende fino a quota zero per permettere l'accesso, dall'altra si innalza per ottimizzare la visuale sul campo da gioco.
Mentre l'estradosso del tetto viene caratterizzato da dai gradoni che fungono anche da seduta, l'intradosso si traduce in una superficie sinuosa totalmente rivestita in legno, questo materiale infatti caratterizza tutto lo spazio interno dell'architettura.
Il rosso dei campi da tennis invece si ripercuote sull'esterno della struttura che appare completamente monocromatico fatta eccezione per le parti vetrate.
L'influenza di alcuni lavori, soprattutto concettuali, di BIG è evidente, ma il merito degli MVRDV è stato quello di realizzare concretamente ciò che lo studio danese aveva lasciato solamente su carta.

martedì 27 ottobre 2015

6 idee di packaging sorprendenti creati da studenti di tutto il mondo

Se la prima impressione non è poi così importante quando si tratta di scegliere e frequentare le persone che abbiamo intorno a noi, lo stesso non si può dire per tutti i prodotti di consumo di cui siamo circondati. Certo, la qualità è sempre al primo posto, ma a chi non è capitato di innamorarsi perdutamente di un accessorio o di un oggetto guardando semplicemente il design di un packaging?
Il confezionamento di prodotti è, infatti, di fondamentale importanza. L’empatia e l’attrazione che si prova guardando un packaging d’effetto è infatti paragonabile ad un colpo di fulmine: lo vedo, mi piace, lo voglio. È proprio questo su cui si basa oggi il consumismo, e nel corso degli anni ci sono stati numerosi cambiamenti a riguardo: da efficiente modo per proteggere i prodotti durante il trasporto a potente mezzo di comunicazione in grado di attrarre potenziali clienti.

Basta semplicemente pensare che un elegante confezionamento, a partire dal Novecento, era una prerogativa imprescindibile proprio perché le confezioni non erano semplicemente utili per proteggere il contenuto, ma veri e propri oggetti da collezionare. Tante ne sono state create e tante ne abbiamo viste, comprate e tenuta in bella mostra, perché alcuni veri e propri capolavori, ma è anche vero che nel mondo sono molti i packaging design di qualità che seppur non provenendo dai “grandi” del commercio, meritano attenzione, perché ben fatti, simpatici ed esplicativi.


mercoledì 7 ottobre 2015

La casa della settimana: Tetris House



Diciamolo, il nome non è originalissimo ed inoltre del concetto di tetris se ne ritrova giusto un'idea molto accennata, ma questa casa progettata dai brasiliani Studio MK27 merita comunque di essere condivisa.
Le bellissime fotografie di Fernando Guerra, svelano quest'architettura che vive di spazi ibridi tra esterno ed interno e si esalta tra i contrasti materici di legno, vetro e cemento.
Un grande parallelepipedo vuoto in cemento, accoglie al proprio interno delle scatole di legno che contengono le funzioni più private della casa, queste sono messe in relazione tra di loro dagli spazi giorno che vengono separati solo da grandi vetrate che mettono in comunicazione, anche visiva, esterno ed interno. 
La geometria dell'abitazione si gioca tutta nelle sezioni che si espandono in doppi volumi oppure si contraggono in presenza di funzioni più specifiche, come i servizi.
Il legno in doghe aperte enfatizza l'effetto prospettico dell'architettura ed inoltre cela dietro di se le finestre dei vani interni alle scatole volumetriche.
L'illuminazione ed il calore trasmesso dal legno vengono esaltati durante la notte come si può vedere dalle immagini.

lunedì 28 settembre 2015

Ping pong in cemento


A Melbourne presso la Monash University Museum of Art (MUMA), è stato realizzato un progetto artistico pubblico pensato dall'architetto Murray Barker insieme all'artista Laith McGregor che reinventa il tavolo da ping pong.
Questi tavoli sono stati infatti realizzati interamente in cemento con inserti e dettagli in rame e acciaio. 
Gli oggetti così ultimati sono diventati delle sculture utilizzabili da tutti, più difficile sarà capire quando la pallina ha preso la "rete".


mercoledì 23 settembre 2015

Storia del gadget: le grandi imprese di un piccolo cult


Si può partire da una matita intagliata artigianalmente per costruire una multinazionale? 
All’apparenza no, ma unendo una buona dose di intraprendenza con un’idea brillante le cose possono cambiare. Nel 1943 il diciassettenne Ingvar Kamprad vive nella sperduta cittadina di Agunnaryd, nel sud della Svezia. Incitato dal padre, il quale preme affinché il giovane possa presto diventare indipendente, Ingvar avvia un piccolo business di matite intagliate artigianalmente, che comincia a vendere porta a porta. Gli affari vanno bene, e presto ogni abitante della zona possiede una piccola matita di legno.

Ingvar però ha aspirazioni maggiori, oltre alle matite immagina di progettare tutto quello di cui le case hanno bisogno, le vuole rendere belle, funzionali e semplici come le sue matite. Si è fatto da sé, il giovane Ingvar, così immagina un futuro in cui tutti possano costruire da soli tavoli, sedie, armadi e qualsiasi altra cosa di casa. L’idea funziona, fin da subito. Ingvar mischia le sue iniziali con il nome della fattoria in cui è cresciuto e con quello della sua città, nasce così l’IKEA.

lunedì 13 luglio 2015

Brasilia black & white


Brasilia è sempre stata oggetto di numerosi servizi fotografici nella sua breve storia di città, soprattutto per la purezza degli edifici e degli spazi che offre ad un obiettivo esperto.
Le fotografie che vedete di seguito sono state realizzate da Oystein Aspelund , che giocando sulla luce e le ombre ha fatto diventare le architetture della capitale brasiliana una scenografia teatrale.

giovedì 11 giugno 2015

Ponte pedonale a Losanna


Lo studio svizzero 2b Architectes ha firmato il progetto per un ponte pedonale a Losanna che mette in collegamento una stazione della metropolitana con la foresta di Sauvabelin, nella parte nord orientale della città. La dicotomia tra città e foresta permea tutto il progetto e si ritrova anche nei materiali del ponte che unisce il cemento della struttura con il legno del rivestimento del percorso pedonale.
"A seconda da dove viene percepito il ponte si hanno due prospettive differenti, una da chi lo attraversa, quindi il pedone, e l'altra da chi ci passa sotto, l'automobilista. Il disegno gioca con linee spezzate della sagoma, che uniscono la piazza alla strada andando a fondersi le une con le altre."
Il percorso pedonale del ponte sembra scavato all'interno del guscio di cemento armato e poi rivestito completamente di legno, questo accentua le linee spezzate del progetto ed il contrasto di temperatura tra i due materiali.
L'attenzione all'illuminazione che avviane esclusivamente dal basso esalta al ritmicità ed il calore del legno, mentre il cemento è stato illuminato da una sorgente luminosa fredda, ancora una volta per sottolineare il contrasto tra i due materiali.
Il ponte è stato completato nel 2012 mentre la stazione della metropolitana di La Sallaz è stata aperta solamente di recente.

mercoledì 27 maggio 2015

Nuovo Stadio di Bordeaux


Nel 2011 avevamo annunciato il progetto realizzato da Herzog & De Meuron per il nuovo stadio di Bordeaux, oggi a distanza di quattro anni possiamo vedere l'opera realizzata.
Questa nuova struttura appare luminosa, aperta ed elegante soprattutto se paragonata ad architetture similari per dimensioni e funzione; la sua purezza e chiarezza geometrica sottolinea il senso di monumentalità dello stadio.
Le grandi scalinate che caratterizzano i prospetti dello stadio rendono meno netto il confine tra spazio esterno ed interno, questo effetto viene amplificato dalla fitta selva di pilastri circolari che il visitatore incontro entrando nella struttura sportiva.
Lo stadio è stato costruito in un area molto aperta e pianeggiante prossima al Centro Espositivo di Bordeaux e quindi il rapporto con il contesto diventa fondamentale, considerando anche che lo stadio risulta visibile da molto distante.
La struttura può ospitare 42.000 spettatori e grazie alla sua geometria ogni posto gode di una visuale ottimale, lo stadio è pensato principalmente per le partite di calcio e rugby ma è stato concepito per poter organizzare anche eventi e concerti.
Il tetto si configura come un elemento unico che accoglie sotto di sé tutta la struttura ed unifica l'architettura andando a segnare il limite netto dello spazio costruito. Il prospetto dello stadio così richiama quello di un tempio greco con i tre elementi fondanti ben caratterizzati, il basamento, le colonne ed il tetto. Il colore bianco sottolinea ulteriormente questo parallelismo, volendo quasi evocare la sacralità dello sport e il valore dello stadio come tempio dell'esercizio fisico.

mercoledì 8 aprile 2015

Nuovo ponte sul Tamigi - parte seconda


Nello scorso febbraio abbiamo presentato alcuni progetti che avevano partecipato al concorso per il nuovo ponte sul Tamigi tra i quartieri di Nine Elms e Pimlico; nei giorni scorso sono stati annunciati i quattro finalisti che vedete nelle immagini del post.
Il concorso è stato indetto dal Wandsworth Council che ha stanziato 26 milioni di sterline per l'opera e le infrastrutture connesse i restanti 14 milioni necessari arriveranno da investitori privati.

L'immagine di copertina riguarda il progetto dello studio Buru Happold con Marks Barfield Architects e J&L Gibbons Landscape Architects.

lunedì 30 marzo 2015

Serpentine Gallery Pavilion 2015


Ecco finalmente presentato il nuovo padiglione temporaneo per la Serpentine Gallery, commissionato allo studio spagnolo SelgasCano. Nelle prime immagini il padiglione è caratterizzato dal colore che diventa un elemento totalizzante della struttura che sarà realizzata con una doppia pelle di EFTE (cioè un materiale plastico parzialmente fluorato) lavorata come una rete.
Lo Studio ha dichiarato "Quando la Serpentine ci ha invitato a progettare il Padiglione abbiamo iniziato a pensare quale struttura e quale rivestimento fossero più idonei da usare nel Royal Park di Londra. Queste domande unite alla nostra conoscenza ci hanno portato a scegliere degli elementi che mettessero in stretto contatto l'archiettura con la natura.
Abbiamo cercato una soluzione che permettesse di vivere l'architettura attraverso semplici elementi: struttura, luce, trasparenza, ombre, illuminazione, forma, colore e materiale. 
Quindi un'architettura totalizzante per il visitatore; ogni diversa entrata al Padiglione permette uno specifico viaggio in uno spazio caratterizzato dal colore, luce e forme irregolari che conducono in volumi sorprendenti."



giovedì 19 marzo 2015

Casa SG a Catania


Da qualche giorno su vari siti che si occupano di architettura è uscito questo progetto realizzato a Catania, dallo studio tuttiarchitetti, mi fa particolarmente piacere parlarne perché raramente si trovano buoni progetti in ambito residenziale in Italia.
L'intervento si caratterizza come recupero di uno spazio esistente ed un'addizione sul livello superiore, il tutto inserito all'interno di un contesto fortemente urbanizzato, l'abitazione si trova infatti in uno spazio residuale tra gli imponenti complessi residenziali figli della cementificazione degli anni '70.
Il piano terra è contraddistinto dallo spessore massivo della muratura in pietra lavica che costituisce l'involucro e diventa anche motivo portante del prospetto, questo si gioca tutto sulla dicotomia tra la pietra e il legno dell'addizione che visivamente mette in evidenza i nuovi volumi. Le differenze tra i due livelli riguardano anche le aperture, mentre al piano terra si segue la scansione classica delle finestre, il piano superiore presenta due grandi aperture che si insinuano all'interno della scatola architettonica.
La stessa distribuzione funzionale degli spazi cambia significativamente tra i due piani anche per ragioni di staticità; infatti il volume aggiunto si configura come un grande ambiente diviso da pareti mobili e con un piccolo spazio dedicato ai servizi mentre il piano terra ha una più convenzionale divisione delle stanze.

mercoledì 4 marzo 2015

Tubakuba, un rifugio norvegese


Arroccato sopra la città, nascosto tra gli alberi, nella foresta sopra la montagna di Bergen in Norvegia, si trova un rifugio realizzato in legno. Il progetto è il risultato di un workshop condotto presso la Bergen School of Architecture da Espen Folgerø, dello studio OPA Form; il rifugio è stato sviluppato attraverso disegni in scala 1:1 per controllare le dimensioni della struttura e capire i meccanismi di interazione tra l'uomo e l'architettura; gli studenti hanno poi anche realizzato materialmente la costruzione dell'oggetto.
Il rifugio Tubakuba è costruito al 95% in legno, il caratteristico tunnel che poi rappresenta anche l'accesso al rifugio è realizzato da strati di pino curvati e sovrapposti gli uni agli altri per garantire la necessaria forza alla struttura.
Il progetto è inoltre l'unico oggetto architettonico off the grid di Bergen, al fine di ridurre il bisogno di energia, anche per il riscaldamento, è stato ridotto al minimo il volume interno. Il rifugio ha in tutto una superficie di 14 metri quadrati con una vista eccezionale sulla città e una caratteristica atmosfera naturalistica.

mercoledì 25 febbraio 2015

Nuovo ponte sul Tamigi


Sono stati rilasciati nei giorni scorsi i 74 progetti presentati per il concorso per quello che viene considerato il prossimo landmark di Londra, cioè il ponte pedonale-ciclabile che collegherà i quartieri di Nine Elms e Pimlico.
Il concorso di idee per la realizzazione del ponte si svolge in due parti, avranno accesso alla seconda fase i quattro progetti selezionati dalla giuria; la costruzione prevede un budget di quaranta milioni di sterline e il vincitore sarà annunciato il prossimo luglio.
Di seguito troverete alcuni dei progetti presentati, che ancora sono anonimi.

lunedì 23 febbraio 2015

Molecula


Il designer franco-argentino Benjamin Migliore ha creato una lampada geometrica chiamata Molecula che quando è spenta diventa una piccola scultura.
La lampada può essere utilizzata sia nella versione da tavolo che da parete.
La forma dell'oggetto richiama uno scheletro le cui intersezioni smussate ne alleggeriscono l'impatto visivo, le luci al LED sono integrate all'interno degli elementi utilizzando piccole strip.
La particolarità della forma permette di posizionare la lampada su ogni lato e questa decisione non sono modifica la sua visuale, ma cambia anche la luce che emette e le ombre che crea all'interno dell'ambiente.

lunedì 9 febbraio 2015

Texture, colore ed acustica


I pannelli acustici isolanti sono sempre più utilizzati nell'architettura contemporanea, proprio perchè gli standard del comfort acustico si sono notevolmente alzati negli ultimi anni.
La ditta BAUX ha presentato una linea di pannelli insonorizzanti che uniscono varie qualità tecniche ed estetiche. I pannelli che vedete nelle fotografie infatti rispondo in primo luogo alle necessità di abbattimento del rumore ma uniscono a questa caratteristica un elevato rispetto dell'ambiente, infatti sono realizzati con materiali totalmente riciclabili, legno, cemento ed acqua.
Queste caratteristiche in realtà sono comuni a numerosi pannelli isolanti, ma quello che i pannelli BAUX aggiungono sono delle semplici ma efficaci texture, sono cinque varianti sulla finitura esterna più il colore che permettono di mixare i pannelli per ottenere superfici colorate ed originali.
I risultati possono variare molto a seconda della superficie da rivestire e dalla fantasia che il progettista decide di utilizzare, permettendo così di ottenere ambienti più formali o decisamente non convenzionali.