mercoledì 30 luglio 2014

Serpente ciclabile


Lo Fisketorvet è un centro commerciale posto nella zona sud di Copenhagen, il complesso viene visitato ogni giorno da centinaia di persone ed ha un importante spazio pubblico esterno . Quest'area si trova però al centro di un intenso flusso di ciclisti che attraversano il Brygge Broen per raggiungere il centro della città, questo crea quindi un conflitto di viabilità tra traffico pedonale e ciclabile.
Lo studio danese DISSING+WEITLING ha progettato un nuovo ponte ciclabile per permettere alle oltre 12.000 biciclette che ogni giorno passano dall'area di non incrociare il flusso pedonale diretto al centro commerciale.
La pista ciclabile si alza sopra l'acqua, disegnando una lingua di acciaio a circa 6 metri di altezza per una lunghezza di 200 metri; L'acciaio rende molto luminosa tutta la struttura del ponte, aspetto ancor più accentuato dall'arancio della superficie orizzontale della pista ciclabile. 
Durante la notte il ponte viene illuminato direttamente del parapetto che integra una luce fredda lineare a LED, questa sottolinea la sinuosità del tracciato ed i suoi colori brillanti che staccano sul verde-grigio dell'acqua sottostante.

mercoledì 16 luglio 2014

Casa Futebol


Il tema del riutilizzo delle strutture delle grandi manifestazioni sportive è uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni, soprattutto dopo le Olimpiadi di Atene del 2004 che hanno lasciato dei risultati disastrosi da questo punto di vista.
Subito dopo la conclusione del Mondiale di calcio brasiliano la coppia di architetti Axel de Stampa e Sylvain Macaux hanno presentato il progetto Casa Futebol che prevede di riutilizzare gli stadi di calcio come stuttura sulla quale inserire delle residenze. 
Il progetto ha analizzato ogni stadio coinvolto nella manifestazione ed è andato ad inserire blocchi residenziali di circa 100 metriquadrati, che sommandosi tra di loro formano dei veri complessi residenziali.
Questo lavoro si svolge nel contesto del progetto 1week1project lanciato nel 2013 dai due architetti, che si propone di presentare un progetto di architettura spontanea ogni settimana; in questo caso solo la sovrastruttura si configura come aggiunta spontanea ad una struttura già esistente.
I vari elementi abitativi, accostati tra di loro riportano ad una scala umana quelli che oggi sono impianti monumentali e fuori dalla scala della città.

venerdì 4 luglio 2014

Arena do Morro


Mãe Luiza non è la tipica favela, infatti si trova inserita in un contesto urbano particolare, posta tra l'area naturale delle dune di Natal e l'area commerciale affacciata sull'Oceano Atlantico. Questo quartiere risente comunque di alcuni problemi tipici di questi agglomerati urbani, in maniera particolare dell'assenza di spazi pubblici condivisibili dalla comunità.
Negli ultimi anni è stato realizzato un progetto di intervento urbanistico per sviluppare le potenzialità della favela; la proposta include un collegamento pedonale che unisca i nuovi edifici collettivi per formare così un asse perpendicolare alla via principale di Mãe Luiza.
Herzog & De Meuron sono intervenuti con l'Arena do Morro, che lavora per addizione sul Liceo esistente, che era cresciuto negli anni con costruzioni eterogenee. Il progetto ha previsto di raggruppare sotto un'unica copertura i vari corpi di fabbrica andando a modellare il tetto sulla forma del lotto e creando un oggetto architettonico fuori scala rispetto alle costruzioni limitrofe.
La nuova grande copertura ha permesso di creare un doppio spazio pubblico per la favela, quello al di sotto, che viene vissuto per le attività sportive e ricreative sia scolastiche che non; e quello di sopra che si è trasformato in un grande anfiteatro con un duplice affaccio di cui uno sull'oceano.
Gli edifici sottostanti con le loro linee fluide formano altri spazi comuni che possono essere vissuti in ogni momento della giornata, questi infatti sono sempre aperti alla comunità locale. 
La scala ed il colore hanno subito fatto diventare l'Arena do Morro un landmark per tutta la favela.

giovedì 3 luglio 2014

La casa della settimana: House for trees


Le case sono abitualmente pensate per gli esseri umani, ma in questa circostanza i veri inquilini sono gli alberi, tanto è vero che questa residenza viene chiamata dagli stessi architetti House for trees.
Il progetto dello studio Vo Trong Nghia Architects è stato realizzato a Ho Chi Minh, in Vietnam, dove la crescita della popolazione ed il continuo fenomeno di inurbamento hanno portato ad una saturazione degli spazi urbani, questo ha portato ad avere solo lo 0,25% del centro della città destinato ad aree verdi. House for trees vuole quindi ribaltare queste premesse portando il verde all'interno della città e all'interno delle case; questo prototipo a basso costo (156.000 dollari il budget complessivo) si basa su cinque elementi scatolari, affiancati tra loro che diventano grandi "vasi" per accogliere gli alberi in copertura.
La casa si va ad inserire in uno spazio interstiziale tra gli altri edifici dell'isolato, ed a sua volta crea un cortile centrale che diventa una vera e propria estensione dello spazio interno che può essere vissuto nella più totale privacy. I volumi sono connessi tra loro a più livelli e si crea quindi un interessante sistema di collegamenti ed affacci sulle varie corti del giardino.
Le facciate dei volumi sono realizzate in cemento su casseforma di bambù, mentre l'interno è rivestito di mattoni, i materiali poveri hanno permesso di mantenere contenuti i costi di costruzioni totali, riuscendo comunque ad ottenere un risultato finale di una buona qualità architettonica.