giovedì 27 marzo 2014

Ölhafen Bridge


Lo studio tedesco Schneider+Schumacher ha progettato un ponte pedonale e ciclabile all'ingresso del porto fluviale di Raunheim, sul fiume Meno, in Germania.
Il ponte, chiamato Ölhafen Bridge, si sviluppa con un tracciato curvilineo che permette di avere una pendenza della rampa idonea per le biciclette e di superare i 70 metri di ampiezza per collegare le due sponde del fiume. 
La struttura in cemento viene plasmata durante salita della spirale e diviene quindi sia parapetto che piano di calpestio del ponte, che presenta un parapetto più esile e trasparente solamente sul fronte opposto al porto industriale. Questa scelta serve sia per indirizzare l'affaccio delle persone, sia per ragioni di sicurezza legate alle merci trasportate nello scalo portuale.
Il ponte appare elegante e sinuoso e sicuramente s'inserisce bene nel contesto portuale sia nelle forme che nella scelta del colore.

martedì 25 marzo 2014

Pritzker prize 2014



Shigeru Ban ha vinto il Pritzker Prize 2014, confermando l'Asia come il centro del mondo architettonico degli ultimi anni; è infatti la terza edizione consecutiva nella quale il premio viene assegnato ad oriente e nello specifico per due anni di fila ad architetti giapponesi.
Nelle motivazioni della giuria Ban viene descritto come un architetto instancabile e con un ottimismo inesauribile, che vede nelle difficoltà la possibilità di sperimentare ed innovare; un modello di ispirazione per le generazioni di futuri architetti.
Diventato famoso per le sue opere temporanee, anche in zone oggetto di catastrofi naturali, realizzate con materiali non convenzionali come carta e cartone; col tempo ha esteso la propria poetica ricercando comunque sempre la sostenibilità e l'economicità dell'architettura.
Da studente ha seguito i corsi universitari presso la Cooper Union dove come docenti ha incontrato Bernard Tschumi, Peter Eisenman e Ricardo Scofidio; dopo essersi laureato ha lavorato per un anno nello studio di Isozaki a Tokyo.
Tra i suoi lavori più importanti si può ricordare il Padiglione giapponese per l'Expo2000, il Paper Temporary Studio sulla terrazza del Centro Pompidou, il nuovo Centro Pompidou di Metz e molte opere a carattere temporaneo.

venerdì 21 marzo 2014

La casa della settimana: 8th Avenue



Lo studio canadese di architettura Naturehumaine ha curato questo progetto di ampliamento di una casa esistente a Montreal, in Canada.
Il progetto chiamato 8th Avenue, parte dalla totale ristrutturazione di una casa monofamiliare di 150 metriquadri, a cui è stata aggiunta una parte totalmente nuova di 40 metriquadri posta sul retro dell'abitazione principale.
I nuovi spazi comprendono una camera al piano superiore ed una zona giorno ulteriore. L'edificio sul fronte stradale mantiene l'allineamento delle costruzioni vicine, mentre sul retro si libera di questo vincolo e crea una grande loggia a doppia altezza dominata da colori brillanti e ampie aperture.
La dicotomia fronte retro viene quindi accentuata sia negli allineamenti sia nelle caratteristiche formali.
Gli architetti, inoltre, hanno voluto mettere in evidenza la struttura in legno esistente, questa emerge dalle pareti bianche e lisce generando un forte contrasto sia visivo che materico. Per massimizzare l'illuminazione il vetro è stato utilizzato, in versione strutturale, anche nei solai, sia di copertura che in quello del primo piano, garantendo così una luce zenitale agli ambienti.

mercoledì 19 marzo 2014

Constell.ation


Archi rossi e luminescenti che attraversano cespugli, sentieri, recinzioni e fontane del giardino del Palazzo Presidenziale portoghese, è questa l'istallazione realizzata dallo studio LIKEarchitects.
Questo studio di architettura di Porto ha lavorato interamente con tubi di corrugato rossi piegati con all'interno un'illuminazione al LED, creando archi che vanno ad interagire con tutto il paesaggio del giardino, l'istallazione è stata chiamata Constell.ation ed è rimasta montata nel periodo a cavallo tra dicembre e gennaio.
Il Palazzo di Lisbona oggi è diventato un museo ma prima della realizzazione di quest'opera il giardino non era accessibile da parte dei visitatori. Le curve create dai tubi vogliono essere un chiaro riferimento agli archi e alle volte della facciata principale del Palazzo Presidenziale.
Di notte gli archi, illuminandosi, segnano il percorso nel giardino e caricano di un'atmosfera metafisica tutto lo spazio aperto.

martedì 18 marzo 2014

Scudetti Brasile2014


Il grafico brasiliano Leandro Urban ha realizzato questo progetto che rilegge in chiave minimalista (vi suona nuovo?!) gli stemmi delle 32 nazionali che prenderanno parte alla prossima Coppa del Mondo di calcio che si terrà in Brasile a giugno. Nonostante l'idea non sia molto originale, il risultato finale è veramente ben fatto e di seguito potete vederli tutti, divisi nei gironi del mondiale, si parte dal girone A.

giovedì 13 marzo 2014

Serpentine Gallery Pavilion 2014


Con un po' di ritardo rispetto agli anni scorsi la Serpentine Gallery ha annunciato il progetto per il padiglione temporaneo che aprirà il 26 giugno prossimo nei Kensington Gardens. L'architetto selezionato quest'anno è il cileno Smiljan Radic, sicuramente un nome poco noto ai non addetti ai lavori rispetto ai suoi precedessori.
Dalle prime immagini messe a disposizione il padiglione appare come una struttura semi trasparente dalle forme sinuose; l'architetto ne ha parlato così "all'esterno il visitatore vedrà un fragile guscio sospeso sopra un grande basamento di pietra. Questo guscio - bianco, traslucido e fatto di fibra di vetro - ospiterà uno spazio interno organizzato intorno ad un patio, da qui il paesaggio naturale apparirà molto più basso, dando così la sensazione che l'interno volume galleggi".
Il direttore della Serpentine Gallery ha dichiarato di aver scelto Radic, dopo un primo colloquio avvenuto alla Biennale di Venezia del 2011 e avendo individuato in lui un protagonista dell'incredibile espansione architettonica che sta avvenendo in Cile.
Il padiglione temporaneo dello scorso anno, progettato da Fujimoto è stato visitato da circa 200.000 persone, più di ogni altro padiglione fino ad oggi. 

martedì 11 marzo 2014

Arbre Blanc a Montpellier


E' stato recentemente presentato il progetto per una torre residenziale a Montpellier, in Francia, progettata da Sou Fujimoto insieme agli studi OXO Architectes e Nicolas Laisne Architects.
Il progetto prende come riferimento la sagoma di un albero, seguendo il pensiero dell'architetto giapponese secondo cui l'architettura dovrebbe riflettere le forme che si trovano in natura; anche per questo motivo il complesso prende il nome di Arbre Blanc, ovvero Albero Bianco.
L'edificio alto 17 piani basa la sua architettura sui numerosi aggetti dei balconi che spesso si collegano esternamente tra di loro e sono fortemente caratterizzati dalla vegetazione. Il progetto richiama il Bosco Verticale progettato da Boeri ed in fase di ultimazione a Milano, anche se rispetto al suo parente italiano accentua la leggerezza strutturale degli aggetti, almeno da queste prime immagini.
I 120 appartamenti del grattacielo hanno tutti affacci diversi con lo scopo di permettere ad ogni acquirente di scegliere lo scorcio di città che preferisce. Oltre alla sua componente residenziale l'edificio ospiterà anche uno spazio dedicato all'arte, un ristorante e degli uffici; inoltre il progetto interverrà sull'area circostante che comprende alcune arterie carrabili importanti e gli spazi lungo il fiume Lez.
La costruzione dell'edificio dovrebbe iniziare nel luglio 2015 e terminare entro il dicembre 2017.

venerdì 7 marzo 2014

Archist


Avevamo già conosciuto Federico Babina per il suo lavoro sui pixel e l'architettura, oggi torniamo a parlare di lui per l'ultima sua fatica, cioè il progetto Archist.
L'architetto (sempre più artista) italiano, nelle sue opere cerca una contaminazione tra più campi, qui ha unito l'arte e l'architettura andando a disegnare quelle che sarebbero le trasposizioni edilizie dei più grandi artisti del novecento.
I tratti caratteristici delle opere di Mondrian, Warhol, Rothko e molti altri, sono stati tramutati nelle caratteristiche costruttive degli edifici e quindi in prospetti. Questi, accostati gli uni agli altri, vanno a formare uno skyline tanto atipico quanto affascinante per una città fatta d'arte.

mercoledì 5 marzo 2014

La casa della settimana: Raval Hideout


Il Raval è uno dei quartieri più noti di Barcellona, soprattutto per la sua vita notturna e per la sua scarsa sicurezza anche se, negli ultimi anni, si sta trasformando diventando sempre più un quartiere a carattere turistico.
Il progetto di ristrutturazione di questo spazio, curato dall'architetto Eva Cotman, prende vita proprio all'interno del quartiere; la giovane coppia che vive nell'appartamento voleva massimizzare l'apporto di luce dall'esterno e ripensare la distribuzione degli ambienti, eliminando le partizioni interne, riuscendo così a creare una continuità visiva e fisica tra i vari locali.
L'uso di materiali e finiture "povere" è una scelta voluta e solo in parte derivante dal budget della committenza, infatti per rimarcare l'appartenenza della casa al quartiere, di natura popolare, non si è voluto utilizzare finiture eccessivamente di pregio.
Ad eccezione del bagno tutti gli altri vani sono direttamente comunicanti tra di loro ed il colore bianco, così come la pavimentazione, raccordano ed unificano ancora di più lo spazio. Gli stessi muri perimetrali in mattoni sono stati tinti uniformemente di bianco.
Le altezze interne hanno permesso di creare uno spazio soppalcato che funziona come zona di servizio e di ripostiglio che in una casa dalle dimensioni ridotte acquista ancora più valore. Insomma uno spazio piccolo ma sfruttato al massimo delle sue potenzialità con uno stile semplice ma d'impatto.

martedì 4 marzo 2014

Light Object



L'illuminazione di interni è uno di quei campi dove sembra che ogni idea sia già stata realizzata, ma dove invece periodicamente spunta una nuova soluzione tanto semplice quanto ingegnosa. 
E' questo il caso di Light Object, un mezzo cubo formato da strati di acciaio di 1,5 mm di spessore giuntati tra di loro e realizzati in tre diverse colorazioni, nero, grigio e bianco.
La sorgente luminosa è posta nel vertice del cubo, questo e la sua geometria permettono di variare la tipologia di illuminazione semplicemente girando la lampada. Light Object infatti può funzionare sia come lampada da tavole che nella versione appesa alla parete.
Il designer olandese Wesley Dudok ha volutamente eliminato il colore per far esaltare la luce calda della lampada e come questa emerge dalla stessa.