lunedì 26 agosto 2013

Arcipelago table


Quelle che potrebbero sembrare fotografie di scogliere rocciose su un mare limpido e cristallino raccontano un'altra verità, anche se il concetto di questo Arcipelago Table inizia proprio dalla metafora dell'isola che emerge dal mare.
Lo studio Emmet Rock ha creato questo tavolino realizzato con una lastra di vetro racchiusa tra due frammenti di roccia, proprio per evocare l'immagine romantica di un'isola, più che un arcipelago.

martedì 6 agosto 2013

Temporale geometrico



Se il padiglione della Serpentine Gallery di Fujimoto è una nuvola geometrica, l'installazione degli United Visual Artists è sicuramente il suo temporale.
Gli UVA sono un gruppo di artisti con lo studio a Londra che da metà degli anni 2000 si occupa di arti visive sotto vari aspetti e cercando sempre di dialogare con la luce e le geometrie. Nel video potete vedere la loro ultima opera chiamata electrical storm che è stata eseguita la sera del 26 giugno scorso in collaborazione con l'agenzia My Beautiful City.
Mentre le geometrie pulite e lineari di Fujimoto trasformano una nuvola in una struttura terrena e tangibile,  i lampi di luce degli UVA riportano la struttura su un livello di percezione maggiormente etereo. Entrambe le versioni seguono però il sentiero della contemporaneità formale e materica; per creare gli effetti di luce sono, infatti, state utilizzate strisce di LED dentro tubi di plastica attaccati alla griglia metallica del padiglione tramite dei magneti. Le luci sono state combinate con gli effetti sonori di un temporale e delle scariche elettriche per coinvolgere ulteriormente il visitatore.


giovedì 1 agosto 2013

Mies in scala reale


Mies van der Rohe disegnò questa clubhouse per un campo da golf nel 1930, pensandola per la campagna vicino a Krefeld in Germania, ma questo edificio non fu poi mai realizzato.
Prendendo i disegni originali dell'architetto tedesco direttamente dal suo archivio al Museum of Modern Art di New York, lo studio belga Robbercht en Daem ha ridisegnato il progetto originale con l'idea di realizzarne un plastico in scala 1:1. L'idea non è certo una novità quando si parla di Mies van der Rohe, infatti già l'architetto agli inizi della sua carriera realizzò alcuni plastici in scala reale per capire, e far capire le volumetrie dei suoi progetti.
Paul Robbrechte e Hilde Daem sono andati un passo avanti, realizzando un ibrido tra l'edificio vero e proprio ed un plastico, mantenendo lo spirito e l'essenza dell'architettura miesiana, ma dandoli più concretezza. Come si vede dalle fotografie è stato infatti realizzata la struttura cruciforme in metallo, così come le partizioni in legno dell'interno. 
Il plastico resterà visitabile fino al prossimo mese di ottobre.