giovedì 28 marzo 2013

Lettera aperta a sostegno di Boeri


E' stata spedita ieri una lettera aperta al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, firmata da alcuni dei più grandi architetti e designer contemporanei  per chiedere di rivedere la sua posizione sulla revoca dell'incarico di assessore alla cultura a Stefano Boeri.
Nella lettera, firmata tra gli altri da Rem Koolhass, Zaha Hadid, Ross Lovegrove, Jean Nouvel, Bjarke Ingles di BIG, Giancarlo Mazzanti, viene espresso il rammarico e la delusione per l'improvvisa uscita di Boeri dall'esecutivo, invitando il sindaco a rivedere la propria decisione ed a superare le divergenze personali.
Boeri, dopo aver accettato la carica di assessore nel giugno del 2011, si era dimesso da capo redattore della rivista di architettura Abitare, proprio per seguire più da vicino le importanti questioni culturali che ruotano intorno al capoluogo lombardo. 
A prescindere dagli orientamenti politici di ognuno, Boeri rappresenta un uomo di grande cultura che gode di ampio credito a livello mondiale; una lettera come questa, firmata da personalità così illustri, deve far riflettere sia la società che la politica. E' quanto meno singolare invece non trovare traccia di questa notizia su nessuno dei principali siti di informazione italiani.


Di seguito la lettera con i suoi firmatari.

mercoledì 27 marzo 2013

Urban Townhouse


La casa che vediamo questa settimana si trova a New York ed è stata progettata dallo studio GLUCK+.
Il progetto reinventa il classico lotto di Manhattan dal punto di vista delle aperture e quindi della luce; infatti la committenza aveva espressamente chiesto la maggiore illuminazione possibile ed al contempo un buon livello di privacy dalla strada.
La facciata principale presenta due tagli trasparenti laterali che portano luce per tutta la profondità dell'edificio, la parte centrale è invece realizzata da lastre di allumino su cui sono state incise numerose sagome rettangolari che solamente in alcuni punti corrispondono ad un'apertura all'interno.
La facciata che si affaccia sul giardino interno è invece quasi totalmente vetrata visto che non ha problemi d'introspezione.
Rispetto alla classica distribuzione del collegamento verticale, le scale questo caso vengono addossate alla facciata sulla strada, questo ha permesso di liberare tutta la larghezza dell'abitazione e quindi a creare spazi ampi interiormente.
Il sistema delle scale è stato studiato nei dettagli andando così a creare un meccanismo integrato con un mobile libreria che si sviluppa per tutta l'altezza dell'abitazione.

martedì 26 marzo 2013

OMA a Venezia



Costruire a Venezia è sicuramente una sfida tanto difficile quanto affascinante per un architetto contemporaneo; questa battaglia ha visto sconfitti nomi del calibro di Le Corbusier e Wright ma vedrà trionfare Rem Koolhaas, che dopo cinque anni di percorsi burocratici ha avuto il via libera per i lavori di riqualificazione di un palazzo del sedicesimo secolo vicino al Ponte di Rialto che ospiterà lo store del marchio Benetton.
Il progetto di OMA ha ottenuto il via libera da parte dell'amministrazione comunale che vede i lavori sul palazzo come un'opportunità di rinascita per tutta l'area.
 I diecimila metri quadri prevedono oltre, agli spazi commerciali, anche aree dedicate all'arte e alla cultura, che potranno essere utilizzate durante le Biennali di Arte ed Architettura o durante il Festival del cinema.
Le polemiche a riguardo però continuano, con gruppi che chiedono di rivedere la decisione del Comune di Venezia e di non procedere con il progetto di OMA, la strada verso l'effettiva partenza dei lavori sembra, purtroppo,  ancora lunga.

lunedì 25 marzo 2013

Coltello Primitivo



Il designer Michele Daneluzzo ha creato questo coltello ispirandosi dagli utensili di pietra utilizzati dall'uomo primitivo. Il coltello quindi si è ridotto ad un unico elemento di acciaio modellato per essere impugnato facilmente e con un lato tagliente ed uno smussato; il progetto è stato realizzato per il famoso marchio di coltelleria Del Ben.
La forma e la sua capacità riflettente lo rendono, oltre che uno strumento funzionale, un bellissimo elemento d'arredo.

venerdì 22 marzo 2013

La casa della settimana: House in Muko



La House in Muko è stata realizzata dallo studio di architettura giapponese Fujiwaramuro Architects per una famiglia che vive a Kyoto.
Il lotto di pertinenza ha una forma allungata che ha determinato la geometria base dell'abitazione, il tratto caratteristico dell'edificio è però rappresentato dal suo fronte stradale. Il prospetto è infatti realizzato tramite una serie di lame che scandiscono la facciata per tutta la sua altezza e che filtrano la luce interna andandola a modulare nelle varie ore del giorno; inoltre l'orientamento delle murature garantisce un buon livello di privacy interno.

giovedì 21 marzo 2013

Campus SUPSI a Mendrisio



Kengo Kuma, insieme allo studio Martino Pedrozzi, ha progettato l'ampliamento del campus SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) a Mendrisio.
L'edificio oltre ad ospitare le strutture dell'università vuole ricongiungere due parti di città separate da un ampio snodo ferroviario, il ponte sopra i binari determina anche l'idea di utilizzare la copertura dei volumi come spazio pubblico per portare in quota le persone. Questo concept modella tutta la struttura dell'edificio disegnando una serie di piazze e luoghi di aggregazione sopra l'università e modellando di conseguenza gli spazi interni.
Le classi e gli spazi comuni della caffetteria sono posizionati al piano terra, mentre le altre funzioni specialistiche ed i laboratori trovano spazio nei livelli superiori.
La vegetazione diventa un tema portante nella progettazione, infatti questa si espande sia tra i volumi del piano terra, sia in quota, lungo le passeggiate. Il rapporto tra il verde e gli spazi interni è esaltato dalle grandi superfici vetrate della struttura che tendono a portare la natura dentro l'architettura.

mercoledì 20 marzo 2013

Big Air Package


L'ultima opera di Christo ha aperto al pubblico lo scorso weekend, presso il Gasometro Oberhausen, in Germania. La struttura Big Air Package alta 90 metri e larga 50 è composta da 20.350 metri quadri di tessuto semitrasparente di poliestere che avvolge un volume di 177.00 metri cubi.
Il lavoro per quest'opera è iniziato nel 2010 ed è di fatto il primo lavoro realizzato dall'artista senza il contributo della moglie Jeanne-Claude, morta nel 2009.
La scultura all'interno del Gasometro lascia un piccolo corridoio laterale che permette di girarvi intorno, gli spazi interni sono costantemente tenuti in pressione da due ventilatori; la luce diffusa che si vede è stata realizzata grazie all'illuminazione del Gasometro addizionata da 60 elementi illuminanti.
Quella che dall'esterno sembra la classica installazione di Christo, una volta all'interno muta completamente aspetto andando a creare uno spazio nuovo dove la luce è assoluta protagonista e conferisce una sensazione di sacralità ad un luogo altrimenti profano.

martedì 19 marzo 2013

Pritzker prize 2013


Come ogni anni è stato annunciato il vincitore del Pritzker prize, quello che viene considerato il premio Nobel per quanto riguarda l'architettura. Quest'anno il prestigioso riconoscimento è andato all'architetto Toyo Ito che diventa così il sesto giapponese ad aggiudicarsi il premio.
Ito, coreano di nascita, si laurea presso l'Università di Tokyo nel 1965 e da allora lavora con ritmo costante in tutto il mondo affrontando il tema della contemporanietà sotto molti punti di vista e non perdendo mai il rapporto con la città.
Tra i suoi progetti più noti possiamo ricordare la Mediateca di Sendai, il padiglione della Serpentine Gallery a Londra e il negozio di Tod's a Tokyo.

venerdì 15 marzo 2013

Piamo


L'idea di farsi un caffè alla tedesca non sembra molto allettante per noi italiani, però l'idea venuta a Christoph Meyl e a suo fratello Hendrik è davvero geniale.
Piamo è un sistema per fare un caffè espresso in circa 30 secondi in una maniera piuttosto alternativa; infatti il procedimento utilizzato è tanto semplice quanto innovativo. Nel contenitore da porre sopra la tazzina bisogna mettere l'acqua e la classica cialda di caffè oppure il caffè direttamente in polvere, il tutto va fatto scaldare in un forno a microonde per circa trenta secondi ed ecco a voi il caffè pronto.
La veste grafica di Piamo è stata affidata a Lunar Europa che ha fatto un ottimo lavoro, le piccole dimensioni rendono il prodotto perfetto da tenere nella scrivania dell'ufficio ed utilizzare in ogni momento.
Magari tra qualche tempo in ufficio anche noi italiani berremo un caffè alla tedesca.

giovedì 14 marzo 2013

La casa della settimana: JP House


La JP House, si inserisce in un contesto rurale nel cuore dalla Spagna, più precisamente a Tragacete.
La natura agricola del contesto si ritrova anche nelle forme dell'abitazione, infatti questa cerca di inserirsi e mimetizzarsi nella realtà locale dal punto di vista geometrico e volumetrico; le differenze si trovano invece nei materiali e nei metodi costruttivi.
Gli architetti MYCC infatti hanno utilizzato strutture prefabbricate per realizzare l'abitazione, andando a costruire pareti leggere su una struttura metallica chiaramente molto lontana dalle tecnologie costruttive dei contadini spagnoli. Il rivestimento segue la logica costruttiva della prefabbricazione ed è quindi costituito da pannelli lignei che avvolgono tutte le superfici verticali dell'edificio.
Funzionalmente la casa ha una distribuzione degli spazi piuttosto atipica, infatti la camera padronale si trova al piano terra con una prima zona giorno, al piano di sopra sono presenti altre due camere da letto ed un altro spazio dedicato ad una sala.

mercoledì 13 marzo 2013

Espositori prospettici


Lo studio canadese +tongtong ha creato gli espositori che vedete nelle immagini per l'allestimento del negozio Les Ailes Noires a Toronto.
Tutte le strutture espositive sono molto originali e si basano sull'idea dei giochi prospettici dati dalla profondità degli elementi; i vestiti sembrano imprigionati dentro scatole di cui percepiamo solo i contorni, lo sfondo bianco accentua ancora di più questa sensazione ed esalta le ombre degli espositori.

martedì 12 marzo 2013

Battersea Power Station


La Battersea Power Station è stata costruita nel 1930 su progetto dell'architetto Sir Giles Gilbert Scott ed ha fornito, per oltre cinquant'anni, energia elettrica a Londra. Negli anni è diventata un'icona della città ma anche dell'Inghilterra, il suo progressivo abbandono ha portato varie ipotesi di riutilizzo (l'ultima proposta era di trasformarla nel nuovo stadio del Chelsea).
ArchTriumph ha bandito nei mesi scorsi un concorso per ripensare la Battersea Power Station, la proposta vincente è stata quella presentata dallo studio francese Atelier Zundel Cristea, che prevede di trasformare la vecchia centrale in un museo di architettura abbracciato da delle enormi montagne russe.
Il progetto vuole creare un punto di riferimento internazionale per l'architettura, così come la Tate Modern lo rappresenta per l'arte, lo studio vincitore cita spesso il lavoro di Herzog & de Meuron per la vecchia Bankside Power Station come fonte d'ispirazione.
La struttura delle montagne russe racchiude e attraversa l'edificio pensando una nuova maniera di percepire lo spazio, una serie di percorsi pedonali sono realizzati sulle montagne russe, per integrare ancora di più le due anime dell'intervento.
Il progetto è sicuramente innovativo e di grande respiro, certamente meno redditizio rispetto a degli appartamenti o allo stadio di calcio ma anche molto più affascinante.

lunedì 11 marzo 2013

Illustrazioni d'architettura


Quelli che vedete in questo post sono alcuni lavori di André Chiote, un architetto che si diletta anche a realizzare illustrazioni sempre a sfondo architettonico.
Queste belle immagini sono delle schematizzazioni di famose architetture sparse per il mondo e rappresentate in maniera minimale ma efficacie; significativo come spesso basti un singolo dettaglio a rappresentare l'intero edificio.

venerdì 8 marzo 2013

La casa della settimana: Kolonihagen



Casa Kolonihagen è stata progettata dall'architetto Tommie Wilhelmsen, come casa per le vacanze estive a Stavanger, in Norvegia.
Le geometrie semplici della casa denunciano il minimalismo scandinavo che si trova anche negli ambienti interni, questi sono ridotti all'essenziale anche dal punto di vista della metratura, infatti la casa si sviluppa in soli 24 metriquadri. L'idea di concept è infatti quella di far vivere gli ospiti principalmente all'esterno e permettere quindi di godere del bel contesto naturalistico presente intorno.
Possiamo trovare le due classiche finiture dei paesi nordici, infatti l'esterno è completamente in legno, fatto salvo il muro contro terra in pietra; e all'interno il bianco pervade tutti le superfici.
Una piccolo, ma magistrale, pezzo di architettura scandinava.

giovedì 7 marzo 2013

Grattacieli italiani




Il grattacielo non è una forma architettonica tipica del nostro paese, nonostante le residenze sviluppate in verticale siano di nostra invenzione; infatti le case torri fiorentine, ma tipiche anche di varie città comunali in epoca medievale, non sono altro che antenati del grattacielo nella forma che oggi abbiamo in mente.
Ciononostante i primi grattacieli di epoca moderna in Italia risalgono al Ventennio e quindi con oltre cinquant’anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti d’America. In particolare gli esempi maggiormente degni di nota si possono far risalire al secondo dopoguerra, periodo in cui vengono concepiti il Pirellone, la Torre Velasca e il Grattacielo di Livorno; la nostra attenzione ricade in particolare su queste ultime due architetture.
Entrambi i grattacieli portano le firme di architetti di prestigio e di grande risalto all’interno della critica italiana, la Torre Velasca infatti è stata progettata dallo studio BBPR, mentre il Grattacielo di Livorno da Giovanni Michelucci. Tutti e due i progetti sono datati 1956, anche se il grattacielo toscano sorgerà circa dieci anni dopo, con una serie di modifiche successive rispetto ai disegni iniziali. E’ interessante però analizzare e confrontare tra di loro queste due opere così affini, ma allo stesso tempo distanti.


mercoledì 6 marzo 2013

Vieux Port Pavillion


Marsiglia ha iniziato negli scorsi anni un grande piano di recupero delle aree portuali che aveva come target il 2013, anno nel quale la città rappresenta la capitale europea della cultura. Durante questo percorso di avvicinamento molti grandi architetti hanno messo la propria firma sul fronte portuale della città francese, Zaha Hadid, Stefano Boeri, Rudy Ricciotti e anche Norman Foster, con l'opera che vedete in questo post, cioè il Vieux Port Pavillion.
Questo padiglione per eventi appare molto semplice, infatti è costituito esclusivamente da una copertura piana  di 46 per 22 metri, sorretta da pilastri, il suo tratto caratteristico è il materiale, l'edificio è stato realizzato in acciaio molto riflettente andando così a creare un vero e proprio specchio.
La sua superficie riflette il contesto portuale ma soprattutto le persone che lo vivono, lo spazio vuole ricongiungere la città al porto andando ad incentivare gli scambi ed il traffico tra queste due realtà. Il profilo della copertura è stato ridotto al minimo per diminuire l'impatto visivo.
L'opera non può non far venire in mente il lavoro di Anish Kapoor realizzato a Chicago, infatti la Cloud Gate sembra un riferimento nemmeno troppo velato da parte di Foster + Partners.

martedì 5 marzo 2013

snug.vase


La somma di due elementi molto semplici come il cartone ed una bottiglia di vetro può creare un oggetto unico ed originale; è questo il snug.vase progettato da snug.studio, uno studio di design tedesco.
Si parte quindi da un foglio di cartone pre-piegato disponibile in tre colori (grigio, bianco e rame) e in due grandezze, per andare ad avvolgere una bottiglia o per un bicchiere, basta piegare il foglio di cartone e coprire gli oggetti di vetro per creare il vaso.


lunedì 4 marzo 2013

Beautiful Steps



Gli artisti Lang/Baumann, che lavorano insieme dal 1990 facendo base in Svizzera, hanno realizzato una serie di installazioni chiamate Beautiful Steps, che si configurano come rampe di scale improbabili e decisamente poco funzionali, ma sicuramente suggestive.
Il progetto, con chiaro riferimento alle opere di Escher, prevede diversi interventi in molteplici località, alcune scale risultano sospese e quindi nemmeno percorribili, altre addirittura sono ruotate rispetto al proprio asse verticale. Nel castello Trautenfels, in Austria, hanno eseguito due lavori, la rampa che vedete sopra e una passerella sospesa che gira intorno ad un angolo dove è situata la torre; sul fronte cieco di un palazzo a Bienne, in Svizzera, hanno invece realizzato una finta scala tra due porte non esistenti. 
Le immagini che seguono vi danno l'idea del senso surreale e precario che queste installazioni vogliono esprimere.