giovedì 28 febbraio 2013

La casa della settimana: Bunker House


La casa costruita in un quartiere suburbano di Buenos Aires è stata pensata per una famiglia che spesso ha ospiti e che coniuga l'abitazione con l'ambiente di lavoro, per questo gli spazi residenziali e d'incontro sono divisi in maniera da poterli vivere contemporaneamente ma in maniera indipendente; inoltre si è voluto garantire un rapporto diretto con gli spazi esterni dell'abitazione, integrando il più possibile esterno ed interno.
Proprio per rispondere a queste esigenze lo studio Botteri-Connel, ha pensato ad una residenza divisa in due elementi, il bunker che appare solido, ermetico e quasi impenetrabile dall'esterno, ed il resto che invece è molto aperto e quasi privo di limiti tangibili, proprio per garantire il massimo della permeabilità.
Il bunker si identifica quindi come il cuore dell'abitazione, in grado di garantire il massimo della privacy e si distingue dal resto della casa anche dal punto di vista materico, infatti le sue superfici sono in cemento faccia a vista, mentre negli ambienti più pubblici prevalgono il bianco e le superfici vetrate.
La sezione, sia nello schizzo di concept che nel disegno tecnico, fa emergere perfettamente l'idea che sta alla base del progetto e che è stata realizzata in maniera perfetta.

martedì 26 febbraio 2013

The Competition


Lo studio spagnolo OSS (Office for Strategic Spaces) ha seguito molto da vicino il concorso di progettazione promosso dal governo di Andorra che coinvolgeva cinque studi di rilievo internazionale, Jean Nouvel, Frank Gehry, Dominique Perrault, Zaha Hadid, Norman Foster.
Quello che vedete è un trailer del documentario intitolato The Competition e che si prefigge lo scopo di far vedere come si sviluppa un progetto di architettura e più nello specifico un concorso, cioè quello che oggi è lo strumento principe per quanto riguarda la sperimentazione e la ricerca.


lunedì 25 febbraio 2013

Tavolo Clip


A guardarlo smontato sembra veramente una clip fuoriscala, e l'idea per il suo funzionamento è esattamente quella.
Il tavolo clip è stato progettato dal designer polacco Jan Kochanski, che in precedenza ha lavorato presso lo studio di Karim Rashid ed ora ha un suo studio di progettazione a Varsavia. Il piano del tavolo è realizzato in legno di quercia e il tubulare di sostegno in acciaio verniciato; la resa è tanto minimale quanto gradevole e come si evince dalle foto seguenti il peso è ridotto al minimo proprio per renderlo il più mobile possibile.

sabato 23 febbraio 2013

Edificio congelato


Il Fulton Market Cold Storage ha aperto nel 1920 a Chicago, ed è rimasto in funzione per quasi un secolo, lavorando nel settore del meatpacking; da quando l'impianto è stato spostato in una nuova sede fuori città il vecchio edificio è stato messo in vendita. 
Lo studio americano HPArchitecture ha progettato il suo recupero per trasformarlo in un complesso di uffici e negozi, ma quando sono andati all'interno dell'edificio per una primo sopralluogo hanno trovato tutto completamente congelato, la straordinaria situazione è stata immortalata dal fotografo Gary Robert Jensen con immagini davvero impressionanti.

giovedì 21 febbraio 2013

Arte di luce di Munro


Bruno Munro è un artista inglese che si occupa di luce; nel suo studio il gruppo di progettazione lavora sia su spazi residenziali che in alberghi, ristoranti e terziario in genere. I suoi progetti sfruttano tutte le potenzialità dei corpi illuminanti, lavorando spesso con le ultime innovazioni tecnologiche nel campo dell'illuminazione.
Munro ha recentemente inaugurato, nel centro botanico di Nashville, negli Stati Uniti d'America, una sua mostra che vede realizzate dieci installazioni a larga scala che coinvolgono sia gli spazi naturali che alcune architetture del giardino, con risultati davvero impressionanti.

mercoledì 20 febbraio 2013

Auditorium L'Aquila


Nello scorso mese di ottobre è stato inaugurato l'auditorium di Renzo Piano a L'Aquila, vicino al castello, di cui avevamo già parlato un po' di tempo fa. 
Come già annunciato il complesso è composto da tre cubi ruotati che generano un senso di instabilità e sono realizzati completamente in legno attraverso un modello di struttura prefabbricata. I cubi di legno contrastano, anche dal punto di vista materico col Castello del L'Aquila risalente al sedicesimo secolo e situato nella zona limitrofa, il legno è stato scelto per ottimizzare le qualità acustiche dell'edificio; il materiale arriva interamente dalla Val di Fiemme in Trentino, legno già accostato alla musica grazie al lavoro Stradivari, il più famoso realizzatore di strumenti musicali in legno. Ogni lamella di larice è tratta e colorata in maniera specifica ed è lunga 25 centimetri e larga 4.
Il volume centrale può ospitare 238 spettatori e gli altri due volumi sono invece dedicati ai servizi, sia per il pubblico che per i musicisti. Nelle immagini seguenti è significativo vedere come i disegni di studio di Renzo Piano siano poi identici ai disegni esecutivi della struttura, questo fa capire il grado di dettaglio con cui l'architetto lavora sin dalle prime fasi della progettazione.

martedì 19 febbraio 2013

Cilindri di fumo


La cultura del fumare: da un taboo all'altro, è il titolo della mostra organizzata dalla Glipototeka Gallery a Zagabria e allestita dallo studio croato Brigada.
Il concept del progetto parte proprio dall'idea del fumo di sigaretta e dagli anelli di fumo che si materializzano in stanze cilindriche e luminose che contengono al proprio interno gli oggetti in esposizione. La mostra si focalizza sul ruolo svolto dal fumo nell'arte, la fotografia, il design ed il cinema negli ultimi 150 anni.
I progettisti hanno voluto nascondere gli oggetti, i quadri e le fotografie al visitatore che prima viene catturato dal contenitore e solo successivamente scopre il contenuto; i cilindri in tessuto sono illuminati e contrastano con il resto dell'ambiente lasciato privo di sorgenti luminose e dipinto di nero, questi spazi richiamano gli anelli di fumo e rappresentano, metaforicamente, sezioni di sigarette fuoriscala.
L'illuminazione interna viene dall'alto con lo scopo di evitare ombre sugli oggetti in esposizione, questi sono posizionati su strutture indipendenti dal cilindro che mantiene la sua aspirazione di leggerezza.

lunedì 18 febbraio 2013

La casa della settimana: Scope


Scope è una casa dalla forte anima minimalista, situata a Shizuoka, in Giappone e progettata dallo studio mA-style Architects.
Quello che a prima vista sembra esclusivamente un cannocchiale puntato verso il panorama, si dimostra tutt'altro, girando intorno all'edificio infatti si scoprono le geometrie tagliate che si vanno ad intersecare e le linee pulite dei volumi che segnano gli spazi.
Il volume sospeso a ponte permette di far entrare la luce in ogni ambiente della residenza e favorisce anche il raffrescamento naturale grazie al vento che si incanala al di sotto di esso. Questo spazio privato viene vissuto come un piccolo giardino protetto dagli sguardi esterni e quindi come il fulcro esterno dell'abitazione.
Il non-colore utilizzato all'esterno si ritrova anche nel trattamento delle superfici interne che esalta il minimalismo orientale di tutta la composizione

giovedì 14 febbraio 2013

Serpentine Gallery 2013


L'architetto giapponese Sou Fujimoto è stato scelto come progettista per il padiglione estivo della Serpentine Gallery di Londra per il 2013.
Il padiglione occuperà una superficie di circa 350 metriquadri e sarà realizzato tramite una serie di tralicci in acciaio, due entrate contrapposte condurranno all'interno della struttura. Fujimoto descrive il suo progetto come "un paesaggio architettonico" dove la vegetazione del parco si fonde con la struttura geometrica, questa vuole creare un involucro semi-trasparente che si sovrappone alla sede fissa del museo, sospendendo il visitatore tra la natura e l'architettura.
Sou Fujimoto è il terzo architetto giapponese a progettare il padiglione della Serpentine Gallery, dopo Toyo Ito nel 2002 e il gruppo SANAA nel 2009.


mercoledì 13 febbraio 2013

Sleepbox - parte seconda


Il progetto risale al 2009 e noi ne avevamo già parlato allora, oggi gli sleepbox sono diventati realtà; lo studio russo Arch Group ha riempito un vecchio edificio di Mosca con questi elementi creando così il primo Sleepbox Hotel.
I moduli, nati inizialmente come spazi per i viaggiatori all'interno di aeroporti o stazioni ferroviarie, sono divenuti poi vere e proprie camere d'albergo, sulla scia dei capsula-hotel giapponesi.
L'edificio utilizzato si sviluppa su quattro piani e i vari contenitori sono stati divisi in base alla capienza di una o due persone. Ogni Sleepbox può essere spostato, infatti è solamente appoggiato sul pavimento e collegato tramite una presa elettrica alla corrente che serve sia per l'illuminazione che per l'impianto di areazione; i servizi igienici sono ovviamente separati e dislocati su ogni piano.

martedì 12 febbraio 2013

Nest sofa


Nest sofa, così si chiama questo divano pensato dallo studio spagnolo lagranja design e realizzato dalla ditta KOO international
L'idea di nido viene ben resa da questa seduta che appare accogliente anche solo dalle fotografie; lo studio lo descrive così "è da molto tempo che pensavamo ad un divano comodo realizzato da grandi cuscini, forse perché non ci piacciono i divani quadrati minimalisti o quelli troppo piccoli". 

Il divano viene presentato in varie configurazioni a partire da due posti fino ad arrivare ad un massimo di otto.

lunedì 11 febbraio 2013

Open the tower - parte seconda


Avevamo già parlato della mostra Open the tower che si era svolta a Delft lo scorso inverno; una selezione dei progetti sarà esposta a Cannes dal 12-15 Marzo prossimo.
Le torri in lego hanno lo scopo di indagare su possibili sviluppi urbani futuri attraverso immagini di concept, i nove modelli proposti sono grattacieli completamente realizzati con mattoncini lego bianchi, fino ad arrivare ad un'altezza di 3 metri. Sia i progetti che l'esposizione sono stati curati da Winy Maas, fondatore dello studio MVRDV e direttore della Why Factory.

venerdì 8 febbraio 2013

La casa della settimana: L House



La L House è una casa di vacanze in Giappone, più precisamente sull'isola di Hokkaido; il progetto, dell'architetto Florian Busch, segue la topografia del lotto, staccandosi in alcuni punti dal suolo sottostante. I due volumi si sovrappongono e ruotano tra di loro, andando così a creare una terrazza panoramica sulla valle ai piedi del monte Yotei.
L'edificio mantiene i suoi caratteri di semplicità sia all'esterno che all'interno, il cemento a vista viene proposto anche come trattamento delle pareti interne e il pavimento in legno è mantenuto il più naturale possibile, per sottolineare il rapporto diretto della casa con la natura.
Il livello superiore ospita la zona giorno in un unico grande ambiente che si estende anche sulla terrazza, gli spazi più privati sono invece distribuiti al piano terra dell'abitazione.
Le fotografie della casa innevata rendono tutta l'atmosfera ancora più suggestiva e il rapporto tra la montagna e l'abitazione sembra indissolubile; bisogna però dire che la purezza delle forme e dei materiali non aiuta a scaldare l'ambiente della casa che appare fin troppo fredda in relazione alla sua funzione.

giovedì 7 febbraio 2013

2013 YAP MAXXI


E' stato annunciato nei giorni scorsi il progetto vincitore per il 2013 YAP (Young Architects Program) MAXXI a Roma, il concorso annuale che si prefigge lo scopo di promuovere giovani architetti emergenti in collaborazione con il MoMA di New York, il Costructo di Santiago e per la prima volta l'Istanbul Modern.
Il progetto selezionato si chiama He ed è stato realizzato dallo studio bam! bottega di architettura metropolitana; questo prevede l'installazione di un grande pallone aereostatico riempito di elio, da qui il nome del progetto, che si innalza sopra la piazza andando a creare una fresca ombra gialla.
Le superfici a terra sono state trattate in parte con una piattaforma di legno ed in parte a prato, il volume traslucido del pallone delimita idealmente lo spazio e crea una vera e propria cortina d'acqua che scende dagli angoli del prisma.
La presenza dell'acqua nel volume si interrompe al calare della sera, questo alleggerisce il pallone che sale e si illumina, diventando così un landmark territoriale per il MAXXI.
Il progetto inoltre utilizza una tecnologia avanzata per il recupero dell'elio impiegato, al fine di allungare il suo ciclo vitale, una volta conclusa l'installazione il gas residuo verrà donato alla ricerca.

mercoledì 6 febbraio 2013

Up Coffe table


L'idea è sicuramente originale e il riferimento al film di animazione della Pixar oltre che immediato viene denunciato anche nel nome dell'oggetto; l'Up coffe table è stato progettato dal Christopher Duffy, designer con sede a Londra.
La lastra di vetro del piano sembra essere sospesa da terra grazie ai palloncini che vi si trovano sotto, questi sono realizzati in resina ed hanno un'anima di acciaio che li permette di sostenere il peso del piano; la superficie riflettente dei palloncini aumenta ulteriormente il senso di illusione dell'oggetto e richiama anche le opere dell'artista di Jeff Koons.
Questo tavolo è stato realizzato in edizione limitata e viene prodotto artigianalmente nel Regno Unito.

martedì 5 febbraio 2013

Oscar Niemeyer Graffiti


A poche settimane dalla sua scomparsa il Brasile inizia a ricordare Oscar Niemeyer, in questo caso è stato l'artista Eduardo Kobra a realizzare un murales di 55 metri di altezza in memoria d'architetto scomparso lo scorso dicembre. L'opera si trova su un edificio nel centro finanziario di San Paulo; il bellissimo e coloratissimo murales raffigura il volto di Niemeyer scomposto attraverso forme curve e colori sgargianti.

venerdì 1 febbraio 2013

Guggenheim Expansion



Una provocazione sicuramente accattivante e che in pochi giorni ha ottenuto una grande eco internazionale, ecco il progetto dello studio greco Oiio per l'ampliamento del Guggenheim di New York.
Il progetto prevede di estendere la spirale del museo di Wright verso l'alto andando così a creare ulteriori 13 piani. Come si vede dei disegni successivi le linee del progetto vengono estese ma mantengono le proprie caratteristiche originali.
Lo studio Oiio è il primo a dichiarare questo progetto come puramente di fantasia e senza velleità di realizzazione.