giovedì 12 dicembre 2013

New Canary Wharf


La zona di Canary Wharf è da anni soggetta ad interventi di recupero e riqualificazione urbana, in questo contesto si inserisce il progetto di masterplan di oltre nove ettari di estensione che comprende un utilizzo misto di residenze, spazi commerciali e uffici.
All'interno di questa nuova estensione urbana di Londra si mouve il progetto per un grattacielo ad uso residenziale di 56 piani disegnato da Herzog & de Meuron. L'edificio segue le linee progettuali già percorse in occasione del grattacielo in Leonard Street a New York, senza aggiungere niente di architettonicamente eclatante ma sviluppando il concetto del blocco residenziale sovrapposto su una pianta circolare.
I lavori sull'area dovrebbero iniziare entro la fine del 2014 e la conclusione del primo edificio del complesso è prevista per il 2017. La coppia di architetti svizzeri andrà così ad aggiungere un altro edificio sulle sponde del Tamigi dopo la celebre Tate Modern.

PS Herzog & de Meuron hanno finalmente messo online un proprio sito internet.

martedì 10 dicembre 2013

Lampada RGB


Il designer russo Taras Sgibnev ha sviluppato una lampada interattiva che unendo rosso, verde e blu riesce a modificare la propria emissione luminosa creando un ampio spettro di colori.
Il processo utilizzato è del tutto simile a quello della conversione digitale del colore, ogni gradazione è data dall'unione in varie quantità del rosso, verde e blu (RGB); tre siringhe sospese sotto la lampada sono connesse al corpo centrale attraverso tubi trasparenti dove l'utente può letteralmente vedere l'inchiostro entrare ed uscire dalla lampada.
I tre tubi sono connessi ad un microprocessore Arduino che controlla l'immissione di colore e permette di cambiare gradualmente le tonalità della lampada. L'interattività e l'immediatezza visiva della lampada sono di grande impatto come potete vedere nel video sopra.

venerdì 6 dicembre 2013

La casa della settimana: Victorian post office


Quando un collezionista d'arte ti chiede di riconvertire un vecchio ufficio postale di epoca vittoriana nella sua casa, un architetto ha due possibili risultati: creare un piccolo capolavoro o cambiare mestiere.
Lo studio 1508 London direi che è riuscito ad ottenere il primo esito disegnando uno spazio di grande impatto visivo ma allo stesso tempo con un'atmosfera casalinga.
Gli ampi volumi a doppia altezza incidono sulle zone giorno con lo scopo di permettere l'esposizione di grandi opere d'arte che si alternano nella casa di un collezionista. 
Gli spazi di servizio e quelli più privati, sono invece raggruppati insieme e disposti su due livelli.
Il cuore della casa è rivestito in cemento e acciaio corten, in particolare le camere al piano superiore hanno le partizioni realizzate in pannelli di cemento forato ed apribile; questo permette di affacciarsi sugli spazi giorno sottostanti ma allo stesso tempo garantisce la necessaria privacy agli ambienti notte.
Lo spazio di collegamento verticale è risolto invece attraverso il corten che garantisce una percezione maggiormente "calda" degli ambienti, enfatizzata anche dall'illuminazione.

martedì 3 dicembre 2013

Pink Street


Dallo scorso settembre la Rua Nova do Carvalho, a Lisbona, è più famosa col nome di Pink Street. Infatti dopo un esperimento temporaneo del dicembre 2011 tutta la via è stata oggetto di un piano di riqualificazione che ha nell'aspetto cromatico il suo punto di forza.
Questa strada, già collocata di un quartiere commerciale, è diventata nel volgere di poche settimane un punto di riferimento per tutta Lisbona. Il progetto seguito dallo studio Josè Adriao Arquitectos, aveva lo scopo di far riappropriare dello spazio pubblico i cittadini, nello specifico sono stati lasciati inalterati i marciapiedi mentre la carreggiata stradale è stata dipinta di rosa con lo scopo far percepire nuovamente questo spazio come area pubblica.
Lungo la strada sono stati inoltre installati otto pannelli espositivi che possono essere usati come spazi per mostre temporanee o semplicemente per segnalare eventi del quartiere; i pannelli, nel caso fossero vuoti, sono pensati per essere usati anche come ulteriore illuminazione.
Un bel progetto di riqualificazione urbana che ha puntato più sulle idee che su un budget stellare.

venerdì 29 novembre 2013

De Rotterdam video mapping


Il 21 novembre scorso è stato inaugurato il nuovo grattacielo progettato da OMA a Rotterdam, che si chiama appunto De Rotterdam. Per celebrare il nuovo oggetto architettonico della città è stato organizzato uno show utilizzando il processo del video mapping e realizzando la più grande proiezione di questo tipo mai fatta in Europa. Il progetto si chiama A15 Project, nonostante le dimensione e la forza visiva dell'opera non è certamente uno dei video mapping più belli che siano passati dal blog, ma valeva comunque la pena segnalarlo.


mercoledì 27 novembre 2013

La casa della settimana: Loft a Bruxelles


Un vecchio edificio industriale a Bruxelles è stato riconvertito ad abitazione dallo studio belga adn Architectures annullando il colore interno ed esaltando il cemento armato della struttura preesistente.
L'ambiente una volta svuotato completamente si presentava come un parallelepipedo con due fronti totalmente ciechi e due fronti finestrati; il volume è stato suddiviso grazie a due elementi verticali che raccolgono al proprio interno i servizi igenici e al piano di sopra gli spazi più intimi come la camera e lo studio. 
Le scale che collegano il piano terra al primo sono tanto essenziali quanto belle, infatti sono composte esclusivamente da una lamiera metallica ripiegata su se stessa, così da creare le alzate e le pedate della rampa.
Il lato lungo cieco è stato attrezzato con una armadiatura a tutta altezza che riprende come colore e finitura le due strutture verticali, è stato infatti usato il metallo come materiale e questo, attraverso una foratura più o meno fitta, riesce a far passare luce ed aria negli ambienti al primo piano.
I due volumi verticali riescono così a dividere gli ambienti al piano terra, creando lo spazio della cucina, quello della sala da pranzo ed infine quello del soggiorno.
La cura nel dettaglio, sia nelle strutture che negli arredi ha premesso di creare un'ambiente semplice e lineare anche se forse troppo asettico; le immagini sono sempre diurne, ma spero vivamente che l'illuminazione dia un maggior tocco di calore agli ambienti.

martedì 26 novembre 2013

Concorso Nobel Center



Continuiamo a parlare di concorsi ed in particolare di concorsi nel nord Europa, sono infatti stati annunciati i risultati della prima fase del bando di progettazione per il nuovo Nobel Center di Stoccolma.
Degli undici progetti presentati ne sono stati selezionati tre per la seconda fase che terminerà entro aprile del 2014, i finalisti sono David Chipperfield, Johan Celsing e Wingardhs.
Nelle immagini che vi propongo potete trovare i progetti partecipanti (sopra il Arcipelago di Lundgaard and Tranberg Arkitekter); la giuria ha sicuramente cercato un'architettura tradizionale senza volersi spingere troppo in là con scelte più contemporanee, i tre progetti finalisti non mi entusiasmano, l'unico che sembra avere qualcosa in più da dire sul piano del linguaggio architettonico è la proposta dello studio Wingardhs chiamata A P(a)lace to Enjoy.
Trovo invece molto povero il progetto di Johan Celsing chiamato A Room and a Half, che invece di essere datato 2013 sembra uscito da un libro razionalista.
Qui potete trovare anche i commenti della giuria.

lunedì 18 novembre 2013

Torre sul porto di Aarhus


Settimana scorsa vi avevo fatto vedere il progetto realizzato dallo studio BIG per il punto di osservazione sul porto di Aarhus; in realtà il concorso è stato vinto dal progetto da un altro gruppo di progettazione sempre origniario della Danimarca vale a dire Dorte Mandrup arkitekter.
La torre prende la forma di un origami che si protende sull'acqua del porto, pensata interamente in lastre di acciaio a richiamare ulteriormente il mondo navale.
Una scala collega il piano terra con la sommità del punto di osservazione posto a 7,5 metri di altezza per permettere di godere della vista sul porto e sul centro della città.
La giuria ha motivato la scelta sostenendo che la torre sarà in grado di diventare un'icona nell'area del porto e per tutta la Aarhus. 
Rispetto al progetto di BIG viene meno la possibilità di usufruire della struttura anche dalle persone diversamente abili ed inoltre sembra sicuramente qualcosa di già visto sia nella forma che nella scelta dei materiali.
 

giovedì 14 novembre 2013

Le lampade di Freyja Sewell


La designer Freyja Sewell, con studio a Londra, ha realizzato tre bellissime lampade, tanto semplici quanto d'impatto, dove il colore e la luce sono al centro del processo creativo.
La prima creazione si chiama HUSH SHADE e nasce dagli scarti del feltro utilizzato dalla designer per una seduta, qui il bulbo della lampadina viene parzialmente coperto dal tessuto che permette di indirizzare e modulare la luce. Il rosso del filo elettrico di collegamento è poi ripreso dalla cucitura che chiude la forma della lampada.
Il feltro viene utilizzato anche per HAVEN la seconda lampada, questa utilizza lo stesso linguaggio stilistico della precedente ma è pensata per un punto luce centrale, sopra un tavolo ad esempio. 
La terza ed ultima lampada è la DITTO, questa è composta da uno specchio ramato, un specchio unidirezionale, la lampadina ed un asta di legno. Il bulbo della lampadina, Sewell ha sempre utilizzato le bellissime lampadine Plumen, viene riflesso dalle doppie superfici specchianti andando così a moltiplicare la sorgente luminosa. L'asta di legno permette di decidere se ottenere una lampada da tavolo o una pendente.

martedì 12 novembre 2013

Watch Flower



E' recentemente uscito il progetto presentato da BIG per il concorso ad inviti bandito dalla municipalità di Aarhus, ovvero la seconda città più popolosa della Danimarca e futura Capitale europea della cultura nel 2017.
Il concorso prevedeva di realizzare un punto di osservazione situato sul porto della città, lo studio danese ha pensato ad un percorso tridimensionale che si attorciglia su se stesso fino a raggiungere i 155 metri di lunghezza. Il progetto è stata battezzato Watch Flower, questo perché la forma che assume è proprio quella di un fiore ed inoltre riprende la metafora della crescita verso il cielo.
Le rampe della struttura sono tutte percorribili da persone diversamente abili ed il percorso permette di arrivare fino ad un'altezza di 7,5 metri; ogni curva cambia il punto di vista dell'visitatore che così riesce ad ottenere prospettive uniche sulla centro storico di Aarhus e sulle acque del suo porto.
 Come sempre gli schemi di concept di BIG sono chiarissimi e fanno capire immediatamente l'idea e come questa si è sviluppata, molto efficace per la comprensione del progetto anche il bellissimo modello in metallo saldato; resta il dubbio intorno alla realizzazione delle opere dello studio, che non sempre risultano efficaci come in fase progettuale.

mercoledì 6 novembre 2013

Pochette di legno




Unire un materiale mai accostato alla moda con uno degli accessori femminili più ricercati, è questa l'idea che fa nascere le pochette di legno della coppia Tesler+Mendelovitch.
Questi designer israeliani hanno realizzato una linea di borse utilizzando varie essenze di legno come rivestimento, sfruttando il ridotto spessore per modellare le forme ed incidere la superficie come a formare delle piegature sulla carta. Ogni pezzo è fatto a mano solamente a seguito di un'ordinazione, potete acquistarle qui.

giovedì 31 ottobre 2013

Ark Nova - parte seconda


A distanza di due anni dal sisma e conseguente tsunami che hanno colpito il Giappone, l'architetto Arata Isozaki e l'artista Anish Kapoor hanno completato la sala da concerti gonfiabile itinerante che si muoverà per tutto il paese.
Avevamo già parlato di questo progetto che nel corso della sua realizzazione ha subito qualche modifica, ma è rimasto sostanzialmente fedele alla sua idea originaria. L'Ark Nova può contenere al suo interno 500 spettatori (non 700 come inizialmente pensato) e contiene anche un palco per gli spettacoli che permette di ospitare un intera orchestra. Il debutto della struttura è previsto nei prossimi giorni in occasione del Lucerne Festival che inizierà nella città di Matsushima. 
Lo spazio prende appunto il nome di Ark Nova con la speranza che diventi un simbolo di rinascita dopo gli eventi catastrofici legati al terremoto del marzo 2011. "Ark Nova non può ovviamente trasportare persone ed animali in una fuga dal disastro, ma siamo convinti che l'arca, portando musica e arti varie, potrà col tempo ricostruire la cultura e lo spirito che la anima" dicono i due progettisti.
Le pareti della struttura sono state realizzate in una membrana plastica pensata per essere facilmente montata e smontata ed essere quindi trasportata in una nuova location; tutta la struttura, è stata quindi confermata la possibilità di trasporto attraverso dei camion della struttura che nel passaggio dal progetto alla realizzazione ha virato il proprio colore dal rosso al viola.
La forza espressiva e formale sono tipiche del linguaggio di Kapoor, l'unico apporto dato da Isozaki sembra dunque essere legato all'aspetto acustico interno ed al posizionamento delle funzioni.

mercoledì 30 ottobre 2013

Corkigami Chair


Il sughero negli ultimi anni ha avuto un notevole sviluppo all'interno del design. Le sue qualità come materiale sono infatti notevoli, riesce ad unire una leggerezza straordinaria con una buona durevolezza ed inoltre è un materiale riciclabile totalmente.
Il designer spagnolo Carlos Ortega ha realizzato questa seduta chiamata Corkigami, unendo le parole origami e cork (cioè sughero in inglese); il concetto su cui si basa la sedia è quello di prendere un foglio di sughero e piegarlo su se stesso, proprio come se fosse un foglio di carta, per ottenere così la tridimensionalità necessaria per ottenere lo spazio della seduta; ciò è appunto reso possibile dalla flessibilità e resistenza del sughero che in quest'oggetto vengono portate al limite.
Il foglio di sughero viene ottenuto unendo insieme quattro strati da 4mm di legno attraverso una colla a base acquosa; le gambe della sedia sono invece in legno di quercia, questo per mantenere una continuità cromatica con la seduta.
L'effetto finale risulta probabilmente più tozzo del dovuto e le gambe appesantiscono tutta la composizione, resta comunque da apprezzare lo sforzo creativo e tecnologico per quanto riguarda la parte della seduta.

mercoledì 9 ottobre 2013

Serpentine Sackler Gallery


Situata dall'altra parte del fiume rispetto alla galleria principale, la Serpentine Sackler Gallery si trova negli spazi di un deposito di polvere da sparo vecchio di oltre duecento anni.
L'intervento di Zaha Hadid ristruttura la vecchia costruzione in mattoni e crea nuovi spazi per la galleria aggiungendo una copertura curva per i volumi dello spazio eventi e della caffetteria. L'addizione è composta da una tensostruttura in fibra di vetro che sembra crescere organicamente dal volume pre esistente, innalzandosi con delle creste ed abbassandosi fino a toccare il suolo in tre punti distinti.
Cinque pilastri in acciaio rappresentano la struttura di sostegno della copertura e si ripercuotono sulla forma della stessa. La sinuosità della struttura viene esaltata dalla luce interna che viene filtrata e si stende in maniera non uniforme sulle superfici; la parte esterna, dalle fotografie, appare fin troppo bianca facendo così perdere i suoi giochi di forma e di luce.
I nuovi spazi sono stati inaugurati con un'esposizione dell'artista argentino Adrian Villar Rojas.

venerdì 4 ottobre 2013

Facciata scorrevole



Alex Chinneck, avrà sicuramente pensato a Gordon Matta Clark ed alla sua ricerca mentre stava realizzando questa installazione nella città inglese di Margate.
Infatti, mentre l'artista americano tagliava in due le case, questo ragazzo inglese di ventinove anni gli ha fatto scorrere la facciata come si fosse distaccata dal resto dell'edificio. L'installazione chiamata "From the Knees of my Nose to the Belly of my Toes" rimuove la vecchia facciata da un edificio abbandonato ormai da alcuni anni e la va a sostituire con una nuova finta facciata in stile inglese che letteralmente scivola sopra la struttura andando ad invadere il giardino antistante.
L'opera vuole sottolineare il degrado legato all'abbandono, sottolineato dall'ultimo piano dismesso e lasciato in vista. Le immagini hanno una grande forza evocativa data sia dall'idea di base ma anche dalla scala dell'intervento.

mercoledì 2 ottobre 2013

Intervista esclusiva a Moro Design


I mori solitamente sono quattro, sia nella bandiera della Sardegna ma a Livorno, soprattutto, quelli incatenati ai piedi del granduca Ferdinando I de'Medici; oggi invece noi ne conosciamo tre, cioè i fondatori di Moro design, Andrea Brancoli, Andrea e Diego Saccà; amici d'infanzia uniti dalla passione per il rugby ed il mare e dal 2012 imbarcati insieme in quest'avventura chiamata Moro Design.
Incontro Moro Design, senza Andrea Brancoli impegnato per motivi lavorativi, ma con l'aggiunta di Paolo Ciriello il fotografo con cui hanno collaborato per il loro ultimo progetto. 
E' un caldo pomeriggio di fine estate rinfrescato solo in parte dal vento che spira dal mare e ci troviamo a casa di uno dei mori che è letteralmente occupata dai loro oggetti e dalle maglie che stanno producendo in questo momento.
Ho organizzato questa intervista sia perché sono rimasto piacevolmente colpito dal loro lavoro, ma soprattutto perché hanno messo il Grattacielo di Michelucci sulle loro maglie e per chi segue LineadiSezione sa quanto io sia legato a quell'edificio.
- Moro Design come siete nati?
Diego: Noi tre ci conosciamo fin da bambini, ma l'idea di creare Moro Design nasce da Andrea Brancoli che da tempo aveva in mente di realizzare oggetti di design partendo dal riciclo. Abbiamo prodotto le prime poltrone e le abbiamo regalate ad amici e conoscenti per mostrare il nostro lavoro il più possibile. Paolo Ciriello si unisce a Moro per il progetto delle maglie, infatti è da sempre nostro grande amico ed un grande fotografo, noi ci siamo innamorati di alcuni suoi scatti e da qui nasce la collaborazione.

martedì 24 settembre 2013

Ponte Schanerloch


Il ponte Schanerloch si trova su una strada tra le Alpi collega due cittadine nella parte occidentale dell'Austria.
Questo ponte in cemento armato, progettato dallo studio austriaco Marte.Marte, si inserisce in maniera delicata nel contesto naturale tra montagne e torrenti, alberi e rocce.
Prendendo come riferimento i tradizionali ponti ad arco in pietra della regione, lo studio ha rielaborato il ponte per andare a creare un volume in cemento con una forma arcuata, che poi si distorce lungo il suo asse per seguire l'angolo formato dalla strada.
Il risultato finale è un oggetto scultoreo che vive della forza brutale dell'ambiente in cui è inserito, sottolineata ancora di più dalla scelta del materiale, il cemento in vista ma liscio come a voler immortalare il momento del getto della materia grezza.
La sua forza scultorea non viene percepita da chi lo attraversa in macchina, ma solamente da chi ha il tempo di fermarsi e apprezzarlo dal letto del fiume che gli scorre sotto.

lunedì 23 settembre 2013

Villa Savoye: i Cinque punti per una nuova architettura


Federico Gonzalez e lo studio OMBU' Architecture hanno rinnovato la loro collaborazione per un altro bel video che parla di architettura e nello specifico di Le Corbusier.
Nel filmato che potete vedere qui sopra vengono spiegati i famosi "Cinque punti per una nuova architettura" sviluppati dall'architetto svizzero ed applicati nella pratica della costruzione di Villa Savoye. Con la loro veste grafica sempre molto pulita e minimale ma non per questo priva di colore.


venerdì 13 settembre 2013

Archipix (Less is Pixel)


La pixel art ed in generale le immagini che si rifanno alla grafica ad 8 bit, negli ultimi tempi hanno avuto un grande successo, ma nonostante la geometria sia alla base di queste composizioni l'architettura era stata toccata solo marginalmente.
Nel progetto ARCHIPIX (Less is Pixel) questa verità viene meno, infatti l'architetto Federico Babina, italiano ma residente a Barcellona, ha utilizzato la semplicità del pixel per legare i maestri dell'architettura moderna e le archistar contemporanee con i loro rispettivi capolavori; il risultato è molto divertente, infatti più che ritratti i disegni sono delle caricature, e sicuramente affascinante dal punto di vista grafico.
Da Wright a Koolhaas, da Le Corbusier fino a Hadid di seguito trovate tutte le immagini realizzate, riuscite a riconoscerli tutti?

mercoledì 11 settembre 2013

La casa della settimana: Houseboat



Avevamo già parlato di case galleggianti lo scorso giugno, torniamo sull'argomento spostandoci dalla Lettonia alla Germania e più precisamente a Berlino; si trova infatti qui questa casa galleggiate pensata per essere affittata come casa vacanze.
Sulle rive del lago Rummelsburg, lungo la Spree, la casa offre posto per due adulti e due bambini in completa relazione con l'acqua. I due fronti del rettangolo che è la casa sono diametralmente opposti, infatti quello che da sul fronte terra ha solamente l'apertura della porta d'ingresso, mentre il fronte lago è completamente vetrato per aprirsi il più possibile sul paesaggio naturale.
Gli arredi minimali all'interno non vogliono attirare l'attenzione su di loro, ma concentrare lo sguardo dell'ospite sulla vista esterna. Nei circa 60 metri quadri della struttura sono presenti anche una cucina aperta sulla zona giorno ed i servizi igenici oltre che una stufa, che ad una prima impressione mi sembra sottodimensionata per affrontare i rigidi inverni berlinesi quando, verosimilmente, la casa non galleggerà sull'acqua ma sarà imprigionata nel ghiaccio.

lunedì 9 settembre 2013

Schizzi di Nendo




Durante la presentazione del negozio Camper a New York da lui progettato, il designer giapponese Oki Sato, fondatore dello studio Nendo, ha confessato di non essere molto bravo a disegnare, ma che i suoi schizzi siano comunque il primo, e fondamentale, passo per la progettazione.
"Non sono un buon disegnatore" dice Sato " ma è la storia la cosa più importante per me. Quando incontro un nuovo cliente, cerco di trovare una storia da raccontare, altrimenti diventa difficile procedere con il progetto". Nonostante non si ritenga un bravo disegnatore Sato parte sempre dagli schizzi per ogni progetto, perchè ritiene che lo aiutino a scovare la storia dietro il progetto nella maniera più semplice.
Il suo processo progettuale dopo lo schizzo di concept, continua realizzando dei modelli e solo successivamente si arriva a render e disegni esecutivi. Questo metodo di lavoro è sicuramente molto efficace quando le idee sono così chiare fin dai primi passi della progettazione, impressiona infatti vedere come gli schizzi iniziali siano fedeli al risultato finale ottenuto. 
Per quanto riguarda la qualità del disegno io trovo i lavori di Sato tutt'altro che brutti, anzi nella loro semplicità di linee e di concetto arrivo a considerarli dei piccoli capolavori. Con pochi tratti sul foglio, il designer giapponese, riesce a far emergere chiaramente l'idea di concept in maniera inequivocabile.

lunedì 26 agosto 2013

Arcipelago table


Quelle che potrebbero sembrare fotografie di scogliere rocciose su un mare limpido e cristallino raccontano un'altra verità, anche se il concetto di questo Arcipelago Table inizia proprio dalla metafora dell'isola che emerge dal mare.
Lo studio Emmet Rock ha creato questo tavolino realizzato con una lastra di vetro racchiusa tra due frammenti di roccia, proprio per evocare l'immagine romantica di un'isola, più che un arcipelago.

martedì 6 agosto 2013

Temporale geometrico



Se il padiglione della Serpentine Gallery di Fujimoto è una nuvola geometrica, l'installazione degli United Visual Artists è sicuramente il suo temporale.
Gli UVA sono un gruppo di artisti con lo studio a Londra che da metà degli anni 2000 si occupa di arti visive sotto vari aspetti e cercando sempre di dialogare con la luce e le geometrie. Nel video potete vedere la loro ultima opera chiamata electrical storm che è stata eseguita la sera del 26 giugno scorso in collaborazione con l'agenzia My Beautiful City.
Mentre le geometrie pulite e lineari di Fujimoto trasformano una nuvola in una struttura terrena e tangibile,  i lampi di luce degli UVA riportano la struttura su un livello di percezione maggiormente etereo. Entrambe le versioni seguono però il sentiero della contemporaneità formale e materica; per creare gli effetti di luce sono, infatti, state utilizzate strisce di LED dentro tubi di plastica attaccati alla griglia metallica del padiglione tramite dei magneti. Le luci sono state combinate con gli effetti sonori di un temporale e delle scariche elettriche per coinvolgere ulteriormente il visitatore.


giovedì 1 agosto 2013

Mies in scala reale


Mies van der Rohe disegnò questa clubhouse per un campo da golf nel 1930, pensandola per la campagna vicino a Krefeld in Germania, ma questo edificio non fu poi mai realizzato.
Prendendo i disegni originali dell'architetto tedesco direttamente dal suo archivio al Museum of Modern Art di New York, lo studio belga Robbercht en Daem ha ridisegnato il progetto originale con l'idea di realizzarne un plastico in scala 1:1. L'idea non è certo una novità quando si parla di Mies van der Rohe, infatti già l'architetto agli inizi della sua carriera realizzò alcuni plastici in scala reale per capire, e far capire le volumetrie dei suoi progetti.
Paul Robbrechte e Hilde Daem sono andati un passo avanti, realizzando un ibrido tra l'edificio vero e proprio ed un plastico, mantenendo lo spirito e l'essenza dell'architettura miesiana, ma dandoli più concretezza. Come si vede dalle fotografie è stato infatti realizzata la struttura cruciforme in metallo, così come le partizioni in legno dell'interno. 
Il plastico resterà visitabile fino al prossimo mese di ottobre.

martedì 30 luglio 2013

Le Corbusier 2.0


Alix Bossard, artista francese che si occupa principalmente di grafica e video, ha messo online questa breve iconografica su Le Corbusier.
Il video utilizza elementi grafici semplici per spiegare brevemente i principi della linguistica architettonica del maestro svizzero, passando per il Modulor e i 5 punti dell'architettura moderna.


giovedì 25 luglio 2013

Passeggiare tra gli alberi


Nel bosco di Kadriorg, in Estonia, è stato inserito un elegante percorso sospeso tra gli alberi progettato dallo studio Tetsuo Kondo Architects.
La percezione del bosco e dalla natura più in generale viene modificata ad ogni passo che il visitatore compie su questo percorso, il diverso approccio con gli alberi, le foglie permette una maggiore integrazione con l'ambiente circostante. Il percorso si innalza tra gli alberi aprendosi la strada in maniera sinuosa tra i tronchi ed andando ad incidere minimamente sul contesto.
L'architetto giapponese aveva già sperimentato questa poetica con l'opera Cloudspace esposta durante la dodicesima Biennale d'architettura a Venezia e realizzata insieme a Matthias Schuler.

giovedì 18 luglio 2013

Scala sulla fortezza


Il rapporto tra le strutture storicizzate ed i nuovi interventi infrastrutturali è sempre stato un rapporto complicato, soprattutto quando l'oggetto architettonico cerca di esprimersi con un linguaggio contemporaneo.
La scala che collega il lungomare di Plymouth, in Gran Bretagna, con un parco pubblico soprastante e all'interno della fortezza storica, è stata realizzata dall'architetto Gillespie Yunnie. L'elemento di collegamento verticale è stato pensato come un netto stacco rispetto alla preesistenza, la scala si staglia in maniera scultorea sul muro della fortezza. La purezza del metallo nero contrasta con la disomogeneità della tessitura muraria.
L'effetto raggiunto, semplice, pulito, ma allo stesso tempo molto potente si perde però nella sua versione notturna; il cambiamento cromatico della luce lungo le scale appare gratuito e troppo forzato, avrei preferito una luce calda costante in ogni momento della notte a sottolineare ulteriormente la purezza del nuovo elemento architettonico.

mercoledì 17 luglio 2013

Sculture luminose di Procario


Il designer John Procario ha creato questa serie di lampade modellando strisce di frassino e quercia fino al loro punto di rottura e creando delle vere e proprie sculture luminose.
"L'idea delle lampade parte dalla visione del legno come metafora del corpo umano" spiega il designer "il legno si piega fino ad un punto ti rottura, proprio come le ossa o i muscoli". Per realizzare le lampade le strisce di legno sono sottoposte a vapore che le rende maggiormente flessibili, una volta manipolate vengono unite per tornare ad un oggetto rigido. La sorgente luminosa è garantita da una striscia di LED il cui effetto è amplificato dal plexiglas.

martedì 16 luglio 2013

La casa della settimana: Loft Space


La casa di questa settimana è un loft situato nella parte nord di Londra, progettato dallo studio Craft Design.
La ristrutturazione ha trasformato uno spazio per uffici in un ambiente residenziale sfruttando l'altezza dei locali che permetteva di creare un nuovo piano calpestabile; è stato quindi inserito un blocco centrale dedicato al bagno e che ha diviso lo spazio del soggiorno da quello della cucina, la copertura di questo blocco è diventata la zona notte dell'appartamento.
La parete di fondo della casa è stata trasformata in una libreria/contenitore che è sfruttata in maniera diversa a seconda delle funzione su cui si affaccia; ad esempio l'estrusione della struttura sul salotto ha creato la scala che permette di raggiungere il piano di sopra.
I progettisti hanno utilizzato solamente due materiali, il legno del pavimento ed il bianco per il resto, facendo caratterizzare gli spazi dagli arredi e da tutto ciò che è stato posizionato sul mobile/parete di fondo.

venerdì 12 luglio 2013

Riqualificazione urbana: The Avenue


A Winnipeg, in Canada, due edifici commerciali sono stati ristrutturati e convertiti in un'unica struttura residenziale, dove le superfici specchianti hanno un ruolo fondamentale.
L'edificio del secolo scorso era rimasto vuoto a partire dal 1990, nonostante la buona posizione all'interno della città, lo studio 5468796 Architecture, ha eseguito il progetto di ristrutturazione che sull'esterno è caratterizzato da due operazioni principali. Il filo edilizio del piano terra è stato arretrato per aumentare lo spazio pubblico e proteggere l'ingresso all'edificio, inoltre la facciata del basamento è stata rivestita di alluminio specchiante proprio allo scopo di aumentare ancora la percezione spaziale.
L'altra operazione progettuale si è concentrata sui balconi che escono dalle finestre come estrusioni lineari, anche questi sono stati trattati con lo stesso materiale specchiante sui lati lunghi, mentre il pavimento è stato lasciato in un grigliato che mette in collegamento visivo tutti i piani della struttura.
La ristrutturazione ha permesso così di creare 75 nuovi appartamenti da quello che era un palazzo abbandonato.

giovedì 11 luglio 2013

Gammel Hellerup


Collina sopra palestra sotto, è questo lo spazio creato dallo studio BIG perla scuola superiore Gammel Hellerup.
La struttura scolastica aveva richiesto all'architetto uno spazio polivalente per lo sport, le cerimonie pubbliche e gli eventi, invece di occupare con un volume il cortile della scuola è stato deciso di scavare il terreno e collocare il volume funzionale della palestra sotto terra. Partendo da qui sono state le altezze necessarie per le varie attività sportive a modellare il soffitto della palestra e conseguentemente il suo estradosso, vale a dire il nuovo cortile.
Lo spazio superiore si è andato quindi a configurare come una collina artificiale, completamente rivestita in legno e sfruttabile per eventi ed incontri, visto che la sua pendenza ha creato anche una gradonata che può essere comodamente sfruttata come platea.


mercoledì 10 luglio 2013

UN city


Lo studio danese 3xn ha recentemente ultimato il nuovo palazzo per le Nazioni Unite a Copenhagen, che è andato ad accogliere tutti gli uffici precedentemente sparsi per la città.
Situato su un isola artificiale che si affaccia sul porto della capitale danese, l'edificio risulta ben visibile sia dalla città che dall'acqua; la sua pianta a stella ad otto punte crea  diversi punti di vista sulla struttura che appare sempre diversa agli occhi di un visitatore, in base a dove questo ci si approccia.
Il basamento del complesso di uffici è trattato in acciaio brunito a richiamare l'aspetto rugginoso delle banchine del porto, continuando la metafora portuale i volumi superiori hanno una finitura, sempre in metallo, ma bianca, che evoca le navi dei mari del nord.
I moduli della facciata sono rivestiti da elementi in alluminio preforato sviluppati direttamente dallo studio e pensati specificatamente per la UN City; questi regolano l'entrata della luce solare senza bloccare la vista sull'esterno. Inoltre la loro divisione in moduli permette ad ogni dipendente di regolare dal proprio computer la permeabilità dell'elemento e quindi di variare la facciata costantemente.
L'aspetto rigoroso e algido dell'esterno contrasta con il punto d'intersezione della stella che va a creare una piazza interna, vero cuore di tutto il progetto. In questo punto sono concentrati gli accessi dall'esterno ed inoltre si trova una scalinata scultorea che serve da collegamento verticale ma anche da passerella orizzontale per le varie punte della stella.
Il nero lucido che riveste la scala cattura su di se tutta l'attenzione, illuminato dalla luce che piove dall'alto dentro lo spazio, i riflessi e le forme sinuose della struttura aumentano il senso di astrazione della struttura che sembra richiamare i lavori del Piranesi.

martedì 9 luglio 2013

Spomenik


Queste bellissime fotografie sono state scattate dal fotografo belga Jan Kempenaers che ha documentato una serie di monumenti in omaggio ai caduti della Seconda Guerra Mondiale sparsi per i territori dell'ex-Jugoslavia.
La maggior parte di queste sculture/architetture è stata costruita tra il 1960 e il 1970 sotto la supervisione del presidente Josip Broz Tito, l'utilizzo del cemento armato viene usato per sottolineare la forza del socialismo e la loro dislocazione vuole sottolineare come questo sia radicato in tutto il territorio. 
Dopo la dissoluzione della Jugoslavia molti di questi monumenti sono stati distrutti, ma altri sono rimasti in piedi anche se abbandonati a se stessi ed all'incuria del tempo; Jan Kempenaers li ha voluti omaggiare con questa serie di immagini scattate nel corso di quattro anni e raggruppate in un unico progetto sotto il nome di Spomenik.
La forza visiva di questi oggetti è davvero impressionante ed i segni del tempo la rendono ancora di più potente.

giovedì 4 luglio 2013

La casa della settimana: Concrete House


Affacciata sulla parte svizzera del Lago Maggiore, lo studio wdmra ha realizzato questa bellissima abitazione.
Il volume puro della casa è inciso solamente dalle aperture delle finestre e delle corti che, grazie alla loro posizione irregolare, riescono a creare una visione scultorea dell'oggetto architettonico.
L'abitazione è stata progettata per una coppia ed i loro ospiti ed è completamente realizzata in cemento armato a vista, il cui colore richiama quello della pietra naturale delle montagne locali, creando così un accostamento cromatico con il contesto.
Dall'interno i tagli orizzontali e verticali permettono di creare molteplici punti di vista sul paesaggio circostante fatto di acqua, foreste e montagne. Inoltre l'utilizzo di pochi materiali, cemento e legno naturale, sia per l'esterno che per l'interno crea un continuo tra i due spazi e tra il costruito e la natura.

mercoledì 3 luglio 2013

Bubbles Lamp



Front Design ha progettato, per il marchio olandese Booo, la lampada chiamata Surface Tension Lamp.
La lampada, quando è accesa, produce costantemente bolle di sapone che catturano e riflettono la luce, proprio come i bulbi delle normali lampadine ad incandescenza.
L'idea nasce proprio dalla necessità di rimpiazzare le vecchie lampadine ormai fuori commercio con il più sostenibile LED, senza però perdere l'effetto luminoso e visivo.

venerdì 28 giugno 2013

In Orbit


E' stata aperta al pubblico la scorsa settimana la nuova installazione di Tomas Saraceno che s'intitola In Orbit ed è stata realizzata nel Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen in Germania.
Ad una altezza di più di venti metri sopra la corte del museo K21 Ständehaus, l'artista argentino ha costruito un sistema di reti sospese dove i visitatori si possono muovere come se fossero senza peso. La struttura è accessibile da tre diversi livelli e permette di mettere in contatto i visitatori direttamente con la cupola vetrata che fa da copertura a tutta la corte. Il senso di sospensione ed il rapporto diretto con il cielo vogliono sradicare le persone da terra e farle appartenere al paesaggio celeste.
"Descrivere l'opera significa descrivere le persone che la usano, e le loro emozioni" spiega Tomas Saraceno; gli studi per la realizzazione d'In Orbit sono andati avanti per circa tre anni ed hanno coinvolto architetti, ingegneri e aracnofili, cioè esperti di ragni e ragnatele. 
I tre strati di rete hanno una superficie complessiva di circa 2500 metriquadri, sono presenti inoltre una serie di sfere in PVC, riempite di aria e trattate esternamente come superfici riflettenti, queste contribuiscono ad aumentare la sensazione di leggerezza e rapporto diretto con il cielo.
L'installazione sarà visitabile fino al 7 settembre prossimo.

giovedì 27 giugno 2013

Les Cordes chandelier


 Il designer francese Mathieu Lehanneur ha realizzato, per un castello a Marsiglia, un candeliere contemporaneo che appare come una serie di corde pendenti dal soffitto.
L'obiettivo era quello attualizzare il concetto di candeliere attraverso forme, materiali e tecnologie contemporanee, andando così a contrastare l'opulenza degli interni dell'edificio ottocentesco nel quale è posizionato. I tubi di vetro contengono strisce di LED che punteggiano così il soffitto dell'ingresso dello Château Borély, questi pendono dall'alto come tante corde luminose intrecciate tra di loro.
"Non è un oggetto, non è un candeliere. E' come se la luce stessa avesse preso vita e circolasse attraverso l'edificio" spiega Lehanneur. L'edificio ha recentemente aperto dopo una ristrutturazione che l'ha fatto diventare la sede del Museo della Moda e che sarà sede di numerosi eventi per tutto l'anno visto che Marsiglia è Capitale Europea della Cultura per il 2013.
 

mercoledì 26 giugno 2013

La casa della settimana: Floating Barn


Ispirandosi alle forme dei fienili e dei depositi che sorgevano lungo le rive dei laghi della Lettonia, lo studio NRJA ha progettato una casa galleggiante su due livelli.
Al piano terra sono posizionati gli spazi giorno, il bagno ed una porzione esterna che si rapporta direttamente con l'acqua, mentre al piano superiore è ubicata la zona notte. La parte della struttura posizionata sotto il livello dell'acqua è destinata ai depositi di acqua e benzina.
Il progetto prevede di utilizzare un rivestimento in legno sia per la facciata che per la copertura per garantire uniformità a tutta la struttura, come se la casa fosse stata scavata da un blocco unico di materiale. Il fronte sul lago è lasciato completamente vetrato per poter godere della visuale e anche per portare luce a tutti gli ambienti interni.
L'obiettivo del progetto è quello di realizzare uno spazio abitativo mobile che si può facilmente spostare ed accorpare per formare una vera e propria comunità itinerante.

martedì 25 giugno 2013

Spicebox Office


La linguistica compositiva di Nendo è da sempre fatta di linee semplici e forme pure, dove il bianco è l'elemento unificante di ogni superficie e materiale, in questo progetto il designer giapponese ha usato tutte le sue peculiarità per la progettazione di uno spazio per uffici a Yokohama in Giappone.
I volumi dell'agenzia di marketing Spicebox hanno al proprio interno sette scatole che contengono sette sale riunioni, queste sono state rivestite ognuna con una diversa essenza di legno; le pareti delle stanze si arrotolano su se stesse per andare ad aprire gli spazi interni che risultano totalmente bianchi.
L'interno, contrasta con l'esterno sia per le colorazioni ed i materiali, ma anche per l'illuminazione molto intensa. Gli oggetti meno pregiati dell'ufficio, come le fotocopiatrici e gli archivi sono stati posizionati nel retro delle sette scatole, in maniera da liberare il resto del volume.
"La nostra idea era quello di non fare solamente scatole interne" dice Nendo, "ma anche di creare un'area intorno ad esse che diventasse uno spazio di lavoro attivo, dove le persone possano interagire facilmente"

lunedì 24 giugno 2013

I am an Architect


Sapersi prendere in giro è sicuramente un bene e questo video a me ha strappato più di un sorriso anche se è molto orientato verso i nostri colleghi d'oltreoceano; vi consiglio comunque di guardarlo.
Di seguito il testo della canzone.

I picture Frank Lloyd Wright when you think I’m might brainy,

As engineer develops or workers can call it crazy,
We got rounded specs but they ain’t for a look,
It’s from staring at our screens and all those history books,
We turn an empty space into a world of possibilities,
Maintaining privacy and tranquility,
Graduate from school about to change the world But,
I’m stuck inside the throat with the clockwise swirl.
oh ! We ‘re creativing PLUR (Peace Love Unity Respect),
We’re designing the world From buildings to chairs,
It’s deadly blind But we love what we do,
A satisfy job Giving you a better view.
Making models out of paper and bottle caps,
Master the BIM(Building Information Modeling) making lines with dashes,
Except I lose my mind if Revit crashes,
Green is Gold and LEED is big,
Know the golden triangle and learn your trick,
Challenge the formula Push the envelope,
More glazing over here that looks really dope.


We’re architects,
Albert (Kahn ?) and Eller (?) are king of scraps,

giovedì 20 giugno 2013

Tors Torn Towers


OMA ha recentemente vinto il concorso per la progettazione di due nuovi grattacieli a Stoccolma; gli edifici conterranno appartamenti ai piani superiori mentre i livelli più bassi saranno occupati da funzioni pubbliche, come negozi, una biblioteca e un centro benessere.
La composizione architettonica è pensata come un crescendo di altezze diverse che porterà coppia di grattacieli ad un'altezza di circa 100 metri.
I grattacieli sono composti da singoli elementi sovrapposti gli uni agli altri fino a formare la volumetria di ciascuna torre, questi elementi vogliono rappresentare la dimensione domestica di questi oggetti architettonici, col fine di per restituire umanità a questa categoria di costruzioni.
L'obiettivo della progettazione di OMA era quello di non creare il ritmo uniforme ed omogeneo che solitamente contraddistingue i grattacieli ma, al contrario, di far percepire chiaramente ogni unità che compone l'edificio, realizzando una vera aggregazione urbana verticale.
Le Tors Torn, così si chiameranno le torri, saranno un vero landmark per la città ed inoltre andranno a configurare la porta di accesso al quartiere di Hagastaden per chi viene dal centro di Stoccolma.


mercoledì 19 giugno 2013

Montreal Museum of Fine Arts


Un volume scultoreo, che sembra ricavato direttamente da un blocco di marmo, è questo uno dei progetto per il nuovo padiglione del Museo delle belle arti di Montreal realizzato dallo studio Saucier + Perrotte.
Il volume del Museo, si stacca da terra e crea un ingresso protetto e riservato, riuscendo allo stesso tempo ad alleggerire la pesantezza della costruzione interamente rivestita in marmo. Il concorso di progettazione è all'ultima fase e questa è una delle proposte finaliste, il marmo esterno richiama la forma ed il materiale della pre-esistenza al quale il nuovo oggetto architettonico si affianca.
Dal punto di vista distributivo, lo spazio pubblico al livello della strada conduce direttamente nel cuore del museo, rappresentato dal blocco delle scale che prende luce sia dall'alto che lateralmente; questo elemento permette di raggiungere tutti i livelli del museo; gli spazi espositivi sono stati lasciati indifferenziati al proprio interno per permettere di accogliere le più svariate opere d'arte.

giovedì 13 giugno 2013

Cloudy Lamp


Può una lampada evocare la speranza e l'ottimismo? La risposta del designer francesce Mathieu Lehanneur è sicuramente sì; nasce proprio con questa intenzione la lampada Cloudy, che vuole evocare il ritorno del sole dopo la pioggia e come la luce di questo filtri attraverso le nuvole.
La lampada basa le proprie geometrie sulle linee morbide delle nuvole ed unisce un doppio materiale proprio per rendere il concetto di permeabilità alla luce. Cloudy è infatti composta in parte da vetro trasparente ed in parte da vetro satinato, la sorgente luminosa interna è costituita da LED ad alta luminosità; la parte opaca della lampada contiene la struttura in allumino che permette di posizionare l'elemento sia a sospensione sia direttamente a soffitto.

mercoledì 12 giugno 2013

La casa della settimana: Tower House


Lo studio americano Gluck+ ha progettato questa casa per le vacanze nello stato di New York, la residenza segue lo sviluppo di un albero, dove la chioma è rappresentata dalle le volumetrie dell'ultimo piano che riescono a godere della vista sul paesaggio limitrofo.
Tutte le superfici esterne sono trattate con vetri specchianti, cercando un atteggiamento mimetico con la foresta circostante e quindi di ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente; sono però presenti alcuni pannelli opachi dietro alle vetrate che emergono solamente di notte quando l'illuminazione interna compare nelle porzioni trasparenti.
La base di 40 metriquadri contiene le camere da letto ed i servizi, mentre gli spazi giorno e la cucina sono posizionati al livello più alto dove l'apertura di dodici metri lineari si affaccia sulla foresta. La scala occupa tutta la facciata sud ed è messa in vista diventando così un elemento iconico e decorativo di tutta la composizione.

lunedì 10 giugno 2013

Varini a Parigi


Quando uno si trova di fronte all'arte non può che restare affascinato e cercare di condividere quello che ha sentito, ecco perchè oggi vi parlo dell'opera che ha realizzato Felice Varini al Grand Palais di Parigi.
L'artista svizzero ha infatti unito le linee geometriche dei suoi lavori con gli elementi architettonici e decorativi dell'architettura classica, applicando la geometria anamorfica sul colonnato dell'edificio parigino.
Visivamente il risultato è unico ed il colore fluorescente utilizzato esalta ancora di più l'opera.