martedì 31 luglio 2012

ArcelorMittal Orbit


ArcelorMittal Orbit è il nome del'opera d'arte pubblica realizzata da Anish Kapoor con Cecil Balmond in occasione delle Olimpiadi di Londra.
Lo studio dell'illuminazione ha caratterizzato la realizzazione dell'opera, visto le difficoltà di  riuscire a coniugarsi con la complessa geometria della stessa; inoltre si voleva enfatizzare la struttura per incoraggiare i visitatori anche di notte.
Le luci radenti e direzionate direttamente su alcune porzioni di struttura esaltano il colore rosso che prende vita come se fosse illuminato dall'interno; altre porzioni sono volutamente lasciate in penombra per  sottolineare come il percorso verso l'alto no sia una progressione lineare ma abbia al proprio interno momenti di discontinuità.

lunedì 30 luglio 2012

lampada lavica


Realizzata da un blocco di pietra lavica la lampada Aso San sprigiona tutta la sua matericità dal rapporto con la luce.
Il designer tedesco Daniel Stoller ha scavato manualmente un blocco di pietra di origine vulcanica ricavando l'alloggiamento per il corpo illuminante e trattandola all'esterno per esaltare la sua porosità fino a quasi far filtrare la luce attraverso la pietra.
L'effetto finale è molto suggestivo e proprio grazie alla sua porosità riesce ad avere un peso contenuto.

venerdì 27 luglio 2012

Distrito38


Distrito38 è un complesso di uffici con annesso un parco per un totale di 70.000 metri quadri che si estende ai piedi della collina del Montjuic a Barcellona. Il progetto in questione nasce dalla mano di Arata Isozaki e si sviluppa attraverso una maglia regolare di 7,5 x 7,5 metri che definisce la struttura portante e gli spazi interni dell'edificio.
Questo ruota interno ad un nucleo centrale fisso ad ogni piano che contiene i collegamenti verticali, mentre i piani risultano sfalsati tra di loro, generando così una notevole alternanza nei prospetti.
Gli ambienti interni sono volutamente non suddivisi per lasciar percepire la spazialità e la regolarità della maglia strutturale che genera tutto l'edificio e che viene messa in evidenza dai vuoti nelle facciate.

giovedì 26 luglio 2012

Nuova sede Lavazza di Cino Zucchi architetti


E’ in costruzione a Torino la nuova sede della Lavazza, spazio che ospiterà al suo interno uffici direzionali ed operativi e che con il suo insediamento regalerà spazi pubblici e nuovi percorsi al quartiere. L’isolato su cui si sta intervenendo era un blocco compatto con edifici a varia destinazione da tempo abbandonati, alcuni di questi sono stati demoliti mentre altri, di interesse storico artistico, saranno recuperati per diventare parte del progetto. L’edificio di nuova costruzione, chiamato Nuvola per la sua forma articolata, si insinuerà tra le preesistenze a vari livelli e con la sua forma contribuirà a definire la nuova piazza centrale che sarà il nucleo del progetto. L’intervento, che risulta vincitore di un concorso ad invito del 2009, è in fase di realizzazione e tutte le informazioni generali e sul cantiere sono visibili sul sito. Il tema della sostenibilità pare sia il principio che guida l’iter progettuale di Cino Zucchi architetti: innanzi tutto la sostenibilità sociale ricercata con lo studio del quartiere, la partecipazione degli abitanti e la ricerca di un contatto con loro attraverso una campagna continua di informazione (fase curata da Avventura Urbana); il progetto, “una nuvola ecologica” (rif. torinotoday.it) che punta alla certificazione LEED; il cantiere gestito in modo trasparente, con grande riguardo per l’ambiente e rispettando l’immediato intorno con cui interagisce rifacendosi al decalogo del cantiere sostenibile.

mercoledì 25 luglio 2012

Louis Vuitton New York


La facciata del negozio di Louis Vuitton a New York ha recentemente cambiato il suo look.
Lo store tra la Fifth Avenue e la 57th Street, progettato da Jun Aoki dedica i propri fronti stradali alla mostra di Yayoi Kusama che si tiene al Whitney Museum; l'omaggio all'artista non si ferma al restyling della facciata ma anche agli allestimenti delle vetrine, dove il pois continua scendendo di scala e diventando vestito del manichino (quasi una statua di cera) dell'artista giapponese.

martedì 24 luglio 2012

Basketball Arena Londra


Avevamo già iniziato a parlare degli impianti sportivi per l'olimpiade di Londra, ormai prossima.
Continuiamo con il palazzetto per il basket progettato dallo studio Wilkinson Eyre che ospiterà gli eventi indoor della manifestazione olimpica; la struttura presenta una pelle di pvc che la riveste completamente e cela all'interno il nucleo rigido funzionale. Come quasi tutte le altre strutture sportive realizzate ex-novo, la basketball Arena è pensata per ridurre le proprie dimensioni e la propria capienza una volta conclusa l'olimpiade.
Sempre per restare in tema di architettura e olimpiade, vi consiglio di leggere l'intervista realizzata da Andrea Boschetti a Mario Kaiser su The Plan numero 59, dove vengono toccati temi interessanti nel rapporto tra città, architettura e grandi manifestazioni.

lunedì 23 luglio 2012

New York Cityvision


Sono stati recentemente pubblicati i risultati del concorso New York CityVision che cercava di immaginarsi l'immagine di New York nel futuro dove le modifiche del contesto urbano e dell'architettura influenzano lo spazio ed il tempo.
Al concorso hanno partecipato 151 progetti diversi provenienti da 32 paesi nel mondo; fa piacere notare molti italiani tra i vincitori, tra cui un amico, Claudio Granato, classificatosi secondo.
Il gruppo vincitore, di cui vedete le prime immagini è composto da Eirini Giannakopoulou, Stefano Carera con Hilario Isola e Matteo Norzi, nel progetto si sono ispirati alla copertina del Marzo del 1976 di "The New Yorker" realizzata da Saul Steinberg.

mercoledì 18 luglio 2012

Ufficio di TME architects


Un intervento davvero originale nel centro di Legnano che riconverte un’ ex officina meccanica degli anni 40 in uno studio di architettura che accoglie al suo interno lavoro e natura. L’ambiente è un open space in cui le postazioni di lavoro sono tra loro separate da frammenti verdi costituiti da piante direttamente collocate nel terreno che oltre a rendere l’atmosfera rilassante, hanno la primaria funzione di contribuire al regolamento del microclima interno. La luce, altro elemento fondamentale per TME architects, entra da più direzioni ed è controllata da sistemi di schermatura, naturali o meno, che ne permettono l’uso ottimale durante tutto l’anno. L’involucro è ben isolato con pannelli e tappi di sughero di recupero e ciò permette di ridurre al minimo il fabbisogno energetico invernale; una stufa a legna in ceramica ed eventualmente lampade a raggi infrarossi accese in prossimità delle postazioni di lavoro sono sufficienti al riscaldamento. Il tema del recupero torna nell’uso di pezzi di ceramica per la realizzazione del percorso centrale multicolore che collega le varie zone di lavoro… forse un omaggio al maestro Catalano?

lunedì 16 luglio 2012

Piazza d'Armi L'Aquila


Lo studio di progettazione modostudio ha vinto il concorso per l'area Piazza d'Armi a L'Aquila. 
Il naturale e l'artificiale collaborano alla genesi del progetto, che risente molto anche della struttura urbana circostante; si formano così delle aree funzionali a filtro tra la città e gli spazi verdi; si possono quindi distinguere due scale, quella di quartiere, legata alla chiesa, al parco giochi e agli edifici a servizi e quella urbana connessa al parco.
L'aspetto della sostenibilità ha giocato un ruolo importante nel progetto, infatti si è cercato di ridurre l'impatto ambientale ed energetico dell'intervento anche dal punto di vista dei materiali utilizzati.

venerdì 13 luglio 2012

Ristrutturazione Santiago Bernabeu


Il Santiago Bernabeu è lo storico stadio di calcio del Real Madrid ed uno degli impianti più famosi in tutto il mondo. La società sportiva ha deciso di bandire un concorso ad invito per una ristrutturazione della struttura e per questo ha composto tre squadre ognuna formata da un architetto internazionale ed uno spagnolo.

mercoledì 11 luglio 2012

Energia da calpestio


 I metodi di autogenerazione di energia mi affascinano sempre, ancor più in quei casi in cui l'energia è generata da azioni che verrebbero comunque svolte allo stesso modo, come nel caso dell' energia creata calpestando mattonelle speciali di una via pedonale.  Pavegen, trasforma l'energia cinetica in energia elettrica producendo circa 2,1 Watt all'ora in una strada pedonale molto frequentata. Il sistema può essere utilizzato per illuminare direttamente lo spazio in cui è inserito oppure l'energia prodotta può essere accumulata e conservata. Pavagen seguendo la logica della sostenibilità per cui è stata creata è costituita per oltre l'80% da materiali riciclati. Per chi si dirigesse ad assistere alle Olimpiadi di Londra, guardate dove mettete i piedi... potreste rischiare di produrre energia!

martedì 10 luglio 2012

Eliza Mikus


Eliza Mikus ha creato questo pattern per le pareti basato sull'accostamento di moduli, che generano forme e combinazioni diverse tra di loro.
I vari elementi posso anche prevedere l'istallazione di verde verticale al proprio interno. La designer li descrive così "il mio scopo era quello di creare pannelli che facessero diventare un muro una superficie vivente in continuo mutamento; la luce e la superficie si integrano tra di loro modificandosi con il muoversi del sole".

lunedì 9 luglio 2012

Portico House


Un'altra casa giapponese, diversa ma per certi aspetti simile alla precedente; anche in questo caso lo spazio coperto ma esterno che si viene a creare risulta fondamentale nella spazialità dell'abitazione.
La residenza è pensata per una famiglia di tre persone nella periferia di Tokyo, gli accessi sono tutti concentrati nello spazio porticato che tramite quattro scale si collega col primo piano. Altra particolarità è l'inversione delle funzioni classiche, infatti le camere si trovano tutte al piano terra, mentre gli ambienti della zona giorno al piano superiore, proprio a voler sottolineare il rapporto privilegiato con il portico.
Gli architetti, Aida Atelier e Kuno lab, hanno poi risolto l'estetica formale con il classico linguaggio nipponico, virando sul bianco ogni elemento architettonico, compreso il legno della pavimentazione interna.

venerdì 6 luglio 2012

il Don Giovanni di Gerhy


Il mese scorso avevamo parlato della scenografia realizzata da OMA per il teatro greco di Siracusa, oggi vi mostro l'allestimento di Frank Gehry per il Don Giovanni andato in scena alla Walt Disney Concert Hall a Los Angeles, anch'esso progettato dall'architetto canadese.
La scenografia in questo caso è realizzata tramite una serie di piattaforme bianche a diversa altezza, che si spostano nel corso dell'opera, avvolte da grandi fogli di carta stropicciati e accatastati; inoltre per portare lo spettatore più vicino alla scena l'orchestra è stata spostata nello spazio retrostante.
L'atmosfera generata è quindi molto surreale e la luce che si riflette sulle diverse increspature della carta panneggia tutta la scena.
La Walt Disney Concert Hall ha ospitato negli anni altre scenografie di famosi architetti, come Zaha Hadid e Jean Nouvel.

mercoledì 4 luglio 2012

il nido di Inrednin Gsgruppen


Il progetto fa parte del Tree Hotel di Harads (di cui avevamo già parlato qui), un albergo nella Lapponia Svedese in cui le camere sono vere e proprie "casette" sugli alberi; in totale si prevedono 24 camere di cui ad oggi ne sono state realizzate 5 ( The Cabin, The Mirrorcube, The Bird's Nest, The Blue Cone, The UFO, The Tree Sauna ).
The Bird's Nest è una stanza mimetica, costruita interamente in legno e rivestita da rami disposti in modo irregolare che danno all'intervento l'aspetto di un nido gigante; la struttura ha una forma circolare ed è sostenuta direttamente dagli alberi che la attraversano. Lo spazio interno, 17mq, è articolato per contenere tutte le funzioni necessarie: letto matrimoniale, due lettini singoli, bagno e zona living. Le finestre sono degli oblò che scompaiono dietro l'intreccio di rami esterni e l'atmosfera che si crea è di totale simbiosi con la natura. Un esempio di architettura rispettosa dell'ambiente circostante, per impatto ambientale e materiali utilizzati, o una ricerca di originalità che allontana la forma dalla funzione?

martedì 3 luglio 2012

Emblematic Monument


Lo spazio urbano modellato come fosse un ambiente naturale, è questo il progetto di Enrique Norten dei TEN Arquitectos chiamato Emblematic Monument e realizzato nella città di Puebla, in Messico.
Sotto gli spazi derivanti dai dislivelli della superficie sorgono un caffè, uno spazio espositivo e un'area giochi.
Il monumento-piazza è stato realizzato per commemorare il 150 anni dalla battaglia di Puebla tra messicani e francesi; i punti di illuminazione corrispondono ai battaglioni che hanno combattuto, mentre gli alberi sono 150 come gli anni trascorsi dall'evento.
La pavimentazione diventa rivestimento ed arredo urbano andando ad avvolgere tutto lo spazio e tutte le funzioni in esso contenute, creando così un immagine univoca e fortemente suggestiva.

lunedì 2 luglio 2012

Outotunoie


Una casa ponte che mette in relazione gli spazi sul fronte e sul retro e che riesce così a legare i due diversi mondi dell'abitazione, lo spazio rurale e lo spazio urbano.
La duplice lettura del contesto caratterizza quest'architettura che nella sua simmetria esalta il volume centrale, trasparente, che garantisce luce e sottolinea il rapporto tra interno ed esterno; le due "torri" contrastano anche matericamente col cuore della casa che coincide con la zona giorno.
Gli spazi interni della residenza, progettata da mA-style architects a Fujieda in Giappone, si risolvono con il bianco puro ed il legno cari al linguaggio nipponico, dove tutto il superfluo viene meno.