venerdì 15 aprile 2011

Foligno - the bella island


Il progetto che vi presento oggi è stato realizzato, in onore di Giuseppe Piermarini (Foligno 1734-1808) e delle sue architetture, dallo studio Kuadra. L'intervento viene pensato a ridosso del forte cittadino col fine di ridefinire il limite che questo rappresenta; il bordo quindi viene rafforzato e utilizzato sia come parco cittadino che come scuola pubblica, questa nuova funzione viene accolta all'interno di una struttura architettonica protetta come quella di un forte militare ma allo stesso tempo rimodella questo stesso spazio.
L'omaggio a Piermarini è issato sulla sommità della fortificazione per farlo diventare sia un landmark del territorio, sia un punto di vista privilegiato sulla città e sull'ambiente circostante.
I volumi funzionali della scuola, escono letteralmente dal terreno diventando terrazze calpestabili e denunciando un nuovo rapporto con il parco e la fortificazione








6 commenti:

Labirinto ha detto...
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Labirinto ha detto...

Un intervento inquietante.
Se l'intenzione era quello di fare un monumento ai caduti ci sono riusci. Mi da un senso di cementificazione... senza respiro !
The bella island ?
Questo è il mio parere personale, che spero, giustamente, possa essere contraddetto.
Tu apeiron come la pensi ?

Apeiron ha detto...

l'idea progettuale a me non dispiace, grandi spazi ipogei, che si denunciano all'esterno utilizzando le differenze di quota.
Però non conosco la zona e l'idea di scavare un forte un pò mi lascia sconcertato anche a me.

Labirinto ha detto...

Non metto in discussione l'”IDEA”, ma il troppo voler concettualizzare l'architettura, ciò fa perdere l'interesse del progetto ai fruitori che sono quelli che la dovranno utilizzare.
A me non da un senso di armonia o di tranquillità, risultano tagli troppo netti come ferite inferte in un campo di battaglia.
Questo concetto può andare bene per il museo Libeskind a Berlino, dove il messaggio è proprio quello di far “rivivere” angosce e sofferenze, ma qui dovrebbe comunicare altri sentimenti come la gioia nel progettare, l'armonia della natura, senza tanti sofismi o imbarazzanti elementi fallici.
Non c'è nemmeno un riferimento all'importanza che le proporzioni architettoniche rivestivano al tempo dell'architetto. Date uno sguardo ai disegni del tempietto del Piermarini e capirete a volo cosa voglio dire http://www.archdaily.com/127050/foligno-the-bella-island-kuadra-studio/09-96/
Un saluto.

Apeiron ha detto...

Il riferimento formale al Piermarini, come dici te, si perde sicuramente, per il discorso dei tagli netti, penso la scelta sia voluta, quello che mi lascia dubbioso è il rapporto con l'esistente.
PS sono molto contento di sentire altre opinioni su le cose che pubblico, grazie Labirinto!

Labirinto ha detto...

E' sempre un piacere poter parlare di queste cose, anche perchè il lavoro spesso ci riporta alla dura realtà, dove non c'è spazio per la discussione libera di idee.