lunedì 12 aprile 2010

Dylan Dog e l'architettura



Su Abitare di questo mese c'è un interessante articolo sulla casa di Dylan Dog.
Pur avendo letto numerosi albi dell'investigatore dell'incubo non mi ero mai soffermato a pensare, dal punto di vista architettonico o planimetrico, alla sua casa o all'arredamento di questa; quest'ottica nuova mi ha portato a riguardare alcuni vecchi volumi e a riflettere sopra il tema dell'architettura in uno dei bonellidi più amati d'italia.
Dell'abitazione di Dylan Dog sappiamo benissimo l'indirizzo, Craven Road 7, e che questo esiste veramente a Londra, anche se nella realtà non c'è un'abitazione ma un ristorante.
Nell'articolo, corredato di intervista a Sclavi e pianta della casa di Dylan Dog dalla matita di Stano, vengono analizzati alcuni tratti, ma ne vengono a torto trascurati altri; il primo che mi è subito venuto in mente è la non rispondenza della casa con le tipologie britanniche, infatti mentre nel fumetto il portone d'ingresso da su un corridoio di distribuzione (sviluppo planimetrico tipico delle case italiane) nella realtà la maggior parte delle case inglesi presentano delle scale che portano al secondo livello.
E qui ci scontriamo con il secondo aspetto che mi è saltato all'occhio, le case londinesi con ingresso sulla strada sono sviluppate su due piani, mentre nella ipotetica pianta, la casa è tutta su un livello seguendo un approccio più da appartamento di un condominio o di un palazzo piuttosto che quello delle palazzine inglesi .
Nell'intervista Sclavi dice esplicitamente di non essersi documentato eccessivamente riguardo la casa e come questa sia un'entità mutevole a seconda dello sceneggiatore della storia, ma leggendo l'articolo queste considerazioni ad un architetto appassionato di fumetti vengono spontanee.

Nessun commento: